06/02/2026
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«Not so fast» si dice da queste parti, la caduta delle criptovalute si affianca alla preoccupazione generalizzata che abbiamo visto ieri sui mercati globali, con il Nasdaq in caduta dell’1% circa dopo aver sofferto perdite fino al 2%.
Ma la preoccupazione su criptovalute è più diffusa. Nonostante gli sforzi della Casa Bianca per puntellarle, con leggi di vario genere che avrebbero dovuto convalidare la loro trasparenza, efficienza e credibilità – tipo il Genius Act, passato da Trump l’anno scorso e il Clarity Act, ancora fermo in Parlamento – è infatti l’intero settore, pervaso da truffatori, manipolatori e incantatori a soffrire.
Vediamo il quadro perché al di là di strumenti che dovevano essere più stabili chiamati generalmente «stablecoin», tipo Theter, che pure viaggia sotto i livelli nominali, il quadro d’insieme del mercato è devastante.
Secondo l’economista Nouriel Roubini, che studia da sempre lo strumento e che ho sentito per ascoltare il suo parere, «su 20.000 ICO (initial coin offering), l'80% (16.000) era fin dall'inizio uno strumento per truffe criminali - rubare i soldi e scappare – un altro 18% (3.600) è andato a zero del restante 2% (400), i sopravvissuti, quelli al di sotto della top 10 hanno perso in media il 90% del loro valore dal loro picco». In effetti persino le prime dieci fanno tremare i polsi: Bitcoin lo abbiamo visto ed è quello che ha tenuto meglio perché Ethereum è caduto del 55%, XRP del 60%
Solana e Dogecoin del 65% e Cardano del 75%!
Sul mercato abbiamo anche visto la creazione di modelli Ponzi (anche Pump and Dump, Wash Trading etc) che si sono volatilizzati e «memecoin», per tornare al nostro Presidente molto bullish sul settore, chiamati $Trump e $Melania, che purtroppo hanno perso il 95% del loro valore. Il presidente dirà che ci sarà qualche cospirazione democratica o di suoi nemici dietro questi crolli generalizzati. La verità è che per fortuna c’è un mercato che ancora funziona e che reagisce, non sulla base di propaganda, ma in base ai fatti reali e con il tradizionale istinto di sopravvivenza per la protezione del proprio capitale.
Risultato complessivo per l’intero settore di questa crisi di sfiducia o presa di coscienza con la realtà? Dai massimi di ottobre - e stiamo parlando di tre mesi fa – le criptovalute nel loro insieme hanno accumulato perdite pari a 1.700 miliardi di dollari! Cifre da far tremare i polsi. E World Liberty Financial, la società di cripotvaluta lanciata dalla famiglia del Presidente Trump e che ha avuto il sostegno finanziario della famiglia reale degli EAU, come ci ha rivelato il Wall Street Journal in uno scoop di qualche giorno fa, ha anche lei accumulato perdite colossali, ma in linea con l’andamento del settore, da un massimo di 0.24 lo scorso settembre, il valore è caduto oggi a circa 0.11. Proprio quella stessa società tuttavia, diventa simbolo di potenziale conflitto di interesse. Come ricorderete, il Presidente Trump perdonò Chanpeng Zaho, fondatore di Binance un'altra criptovaluta che ha subito alti e bassi (ieri perdeva il 9%). I fatti ci dicono che alcuni investitori del Golfo hanno usato la criptovaluta emessa da World Liberty per investire 2 miliardi di dollari in Binance. Possibile che ci fossero forme di do ut des? Gli interessati naturalmente smentiscono sdegnati."
(tratto da Corriere della Sera)