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31/10/2026

Hai comprato gasolio per la tua azienda agricola: una parte della spesa può tornare indietro?

C'è un nuovo contributo a fondo perduto per le imprese agricole: il 20% della spesa per gasolio e benzina sostenuta dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, al netto dell'Iva e fino a 45 centesimi al litro (art. 6 del DL 193/2026). Il fondo è di 60 milioni di euro: se le richieste lo superano, il contributo viene ridotto in proporzione per tutti. Il tetto è di 50.000 euro per impresa e si somma agli altri aiuti dello stesso Quadro temporaneo UE per la crisi in Medio Oriente. Il contributo non concorre a formare reddito né base Irap.

Valgono le spese per i mezzi dell'attività agricola (trattori, macchine agricole, motopompe, gruppi elettrogeni, riscaldamento delle serre orticole); sono escluse le autovetture e il trasporto commerciale non agricolo. Possono chiederlo le imprese agricole "in attività": iscritte come impresa agricola attiva al Registro Imprese, oppure alla previdenza agricola Inps, oppure con partita Iva agricola (Ateco 01) e dichiarazione Iva. La delibera AGEA prevede regole particolari, ad esempio, per zone montane o svantaggiate e per chi ha appena avviato l'attività.

La domanda è una sola e va presentata dal 28 ottobre al 20 novembre 2026 sul portale SIAN, anche tramite un CAA con delega, indicando le fatture elettroniche. Le fatture emesse dopo il 15 ottobre valgono se il carburante è stato consegnato entro quella data (serve il documento di trasporto). AGEA paga con accredito sul conto collegato al fascicolo aziendale; i tempi di controllo e pagamento seguono le indicazioni dell'AGEA e vanno verificati sul suo sito.

Restano fuori le imprese con ordini di recupero UE pendenti e quelle già in difficoltà al 28 febbraio 2026 (salvo le deroghe previste per micro e piccole imprese). I testi non dicono se rientri il carburante agevolato: da verificare con il tuo CAA. Il contributo è un aiuto di Stato (regime SA.123714) e si cumula con altri aiuti nei limiti previsti.

Fonti: DL 23 ottobre 2026 n. 193, art. 6; Delibera del Direttore AGEA n. 57 del 27 ottobre 2026; AGEA, Istruzioni Operative n. 91/2026.

Conosci un agricoltore? Mandagli il video.

Ogni situazione va valutata a sé: per la tua, parliamone in una consulenza con Studio Suriano. Trovi tutto su suriano.info

Contenuto a scopo informativo: non sostituisce una consulenza sul caso specifico.

29/10/2026

Tuo figlio ti dà una mano in negozio o in azienda: per lo Stato, che cos’è?

Dipende da come lavora, non dal fatto di essere un familiare. Il criterio è la sostanza del rapporto.

Se ha degli orari, riceve ordini ed è inserito nell’organizzazione, è un lavoratore dipendente: servono il contratto, la busta paga e l’iscrizione a INPS e INAIL. Se lavora con te in modo stabile ma senza nessuno che lo dirige, può essere un collaboratore familiare: nelle imprese di commercianti e artigiani è prevista l’iscrizione all’INPS. Se ti aiuta solo ogni tanto, senza compenso, può essere un aiuto gratuito, ma solo se è davvero occasionale: oltre, si rischia che venga considerato lavoro nero.

Il confine tra occasionale e abituale si valuta caso per caso: meglio non improvvisare.

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27/10/2026

La giacca nuova per gli incontri con i clienti è un costo dell’attività? Nella maggior parte dei casi, no.

Il criterio è l’inerenza: la spesa deve essere legata in modo diretto alla tua attività, e devi poterlo dimostrare. “La uso per lavoro” non basta, e nemmeno la fattura intestata alla partita Iva, da sola.

Abiti eleganti, borse e accessori si usano anche nella vita privata: è un uso promiscuo, per questo di regola restano fuori dai costi. Diverso il discorso per divise obbligatorie, tute da lavoro, dispositivi di protezione, camici, abiti di scena o abbigliamento imposto da un contratto: possono essere deducibili, in tutto o in parte.

In caso di controllo la prova spetta a te: conserva fatture, contratti, regolamenti e incarichi.

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Nota: nel regime forfettario i costi non si deducono uno per uno, perché il reddito si calcola con il coefficiente di redditività.
Contenuto a scopo informativo: non sostituisce una consulenza sul caso specifico.

26/10/2026

Hai perso il lavoro e non l'hai deciso tu? Da quel giorno hai 68 giorni di tempo per chiedere la NASpI.

È l'indennità mensile dell'Inps per chi perde un lavoro dipendente senza volerlo, e il criterio è semplice: la fine del lavoro non deve dipendere da te, e servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.

Di regola le dimissioni non danno diritto, salvo casi particolari come la giusta causa o la maternità. La domanda si presenta solo online, entro 68 giorni dalla fine del lavoro: oltre, il diritto è perso. Se la invii entro 8 giorni, la NASpI parte dall'ottavo giorno; se aspetti, parte dal giorno in cui la invii.

Nel video: quanto dura, quanto vale e quando cala.

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Contenuto a scopo informativo: non sostituisce una consulenza sul caso specifico.

25/10/2026

Sei una mamma che lavora e hai almeno due figli? Il Bonus mamme 2026 vale fino a 720 euro, ma non arriva da solo: va chiesto all'Inps.

Sono 60 euro per ogni mese di lavoro, pagati tutti insieme a dicembre. I requisiti sono quattro: con due figli il più piccolo deve avere meno di 10 anni, con tre o più meno di 18; il bonus riguarda le lavoratrici dipendenti, pubbliche o private, e le autonome iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria, comprese Casse professionali e Gestione Separata, mentre sono escluse le lavoratrici domestiche; i redditi da lavoro non devono superare 40.000 euro l'anno.

Il quarto riguarda il contratto: con tre o più figli il bonus non spetta nei mesi di rapporto a tempo indeterminato, perché può applicarsi l'esonero totale dei contributi a carico della lavoratrice. Con due figli, invece, spetta anche a tempo indeterminato.

La domanda si presenta all'Inps, online, tramite Contact Center o patronato, entro il 31 dicembre 2026; se i requisiti maturano a dicembre, entro il 31 gennaio 2027. Le somme non concorrono al reddito e non rilevano ai fini Isee.

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Contenuto a scopo informativo: non sostituisce una consulenza sul caso specifico.

24/10/2026

Forfettario o ordinario? 🤔 Se hai una partita Iva, o stai per aprirla, queste sono le 4 differenze da conoscere, spiegate in parole semplici:

1️⃣ Limiti: quanto puoi incassare
2️⃣ Reddito: come si calcolano le tasse
3️⃣ Iva: in fattura e sugli acquisti
4️⃣ Imposte: imposta sostitutiva o Irpef a scaglioni

📌 Salva il video: alla fine trovi la tabella riassuntiva.

⚠️ Da sapere
• Nel forfettario, se i ricavi o compensi superano 100.000 €, l’uscita dal regime è immediata, già nello stesso anno.
• Il coefficiente di redditività dipende dal codice Ateco: 78% e 40% sono solo due esempi.
• L’imposta sostitutiva al 5% per i primi cinque anni spetta solo se ricorrono i requisiti previsti per le nuove attività.
• Le aliquote Irpef indicate (23%, 33%, 43%) sono quelle in vigore per il 2026; restano dovute le addizionali regionali e comunali.
• Il video non tratta i contributi previdenziali né le cause di esclusione dal forfettario, che vanno valutati caso per caso.

La scelta del regime dipende da costi, redditività, contributi, Iva e caratteristiche dell’attività: valutala con il tuo commercialista.

Contenuto informativo, non costituisce consulenza. Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

📍 Studio Suriano · Andria · suriano.info

23/10/2026

Paghi il dentista in contanti? Rischi di perdere la detrazione nel 730 🦷💸

Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19%: una parte di quello che spendi si traduce in tasse in meno.

Ma per dentista, psicologo, fisioterapista e visite specialistiche private la detrazione spetta solo se paghi in modo tracciabile: carta, bancomat o bonifico. Se paghi in contanti, quella spesa non si scarica.

✅ Si possono pagare anche in contanti, senza perdere la detrazione:
• farmaci e medicinali acquistati in farmacia
• dispositivi medici con marcatura CE (es. occhiali da vista)
• prestazioni di strutture pubbliche o private convenzionate con il SSN (es. il ticket)

💡 Da sapere: il 19% si calcola sul totale delle spese sanitarie dell'anno, togliendo una franchigia di 129,11 €. L'esempio del video (19% di 300 € = 57 €) è semplificato: il risparmio reale dipende da tutte le spese sostenute nell'anno e dalle imposte che paghi. Conserva la fattura e la prova del pagamento (ad esempio la ricevuta del POS).

👉 Manda questo video a chi paga ancora il dentista in contanti.

⚠️ Contenuto informativo: non sostituisce una consulenza. Per il tuo caso scrivi allo Studio.

#730

22/10/2026

Utili della Srl mai incassati: l'INPS può chiederti i contributi? 🧐

Per anni l'INPS ha chiesto ai soci lavoratori di Srl i contributi eccedenti il minimale calcolati sull'intero reddito della società, anche sugli utili rimasti in riserva e mai distribuiti.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha confermato un principio: la base imponibile comprende solo i redditi effettivamente percepiti e dichiarati ai fini Irpef. Gli utili accantonati non si toccano.

👉 Condividi il video con chi ha una Srl.

⚠️ Contenuto informativo: non sostituisce una consulenza. Ogni posizione va valutata sui documenti (gestione previdenziale, anni interessati, termini per opporsi o per chiedere il rimborso). Per il tuo caso scrivi allo Studio.

22/10/2026

Assumi a tempo indeterminato? Il costo del personale in più lo deduci al 120%. 💡

È la maxi deduzione per le nuove assunzioni: il costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato si deduce maggiorato del 20% (120%) e fino al 30% (130%) per alcune categorie tutelate, come le donne con almeno due figli minori.

Ma attenzione, non è automatica:
✅ devono crescere sia i dipendenti a tempo indeterminato sia il totale dei dipendenti
✅ la maggiorazione si calcola sul minore tra il costo dei nuovi assunti e l’aumento del costo complessivo del personale
✅ serve almeno un anno di attività nel periodo precedente
❌ esclusi i forfettari e le imprese in liquidazione

Vale per le assunzioni fino al 2027. Ai fini degli acconti non si tiene conto della maggiorazione.

Stai per assumere? Facciamo i conti prima. 👉 suriano.info

Contenuto informativo di carattere generale, non costituisce consulenza. Fonte: art. 4 D.Lgs. 216/2023; Circ. Agenzia Entrate 1/E/2025.

Spese di Pubblicità e Spese di Rappresentanza: sai distinguere la trappola fiscale? ⚖️Nell'operatività aziendale quotidi...
16/10/2026

Spese di Pubblicità e Spese di Rappresentanza: sai distinguere la trappola fiscale? ⚖️Nell'operatività aziendale quotidiana, la linea di demarcazione tra queste due tipologie di spesa è spesso sottile, ma le conseguenze sul piano fiscale sono sostanziali. Una classificazione errata espone l'azienda al rischio di riqualificazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, con conseguente recupero delle imposte, applicazione di sanzioni e perdita della detraibilità IVA. 📊 Le differenze chiave:
• Spese di Pubblicità: destinate alla promozione diretta di prodotti e servizi per incrementare le vendite. Godono di deducibilità piena e IVA interamente detraibile.
• Spese di Rappresentanza: finalizzate a sostenere l'immagine e il prestigio aziendale senza un corrispettivo diretto. Sono soggette a deducibilità limitata (plafond su ricavi) e IVA spesso indetraibile. 🎯 Le raccomandazioni dello Studio:Formalizzare sempre i rapporti contrattuali (specialmente per le sponsorizzazioni). Verificare la corretta intestazione dei documenti contabili e la tracciabilità dei pagamenti. Monitorare preventivamente i plafond di deducibilità. Lo Studio Suriano affianca le imprese nella corretta pianificazione e qualificazione della spesa per garantire piena conformità e tutela fiscale. 📩 Contattaci per un'analisi della tua posizione aziendale.📍 Studio Suriano | Commercialisti • Consulenti del Lavoro • Revisori Contabili
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