30/04/2026
Novità per i contribuenti. L’Agenzia delle Entrate ha introdotto un sistema di controlli più stringente sulle spese mediche detratte dai contribuenti, basato su un incrocio sistematico dei dati tra il Sistema Tessera Sanitaria e le dichiarazioni dei redditi.
Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, ha ridefinito i criteri per i controlli formali sulle agevolazioni fiscali legate alle spese sanitarie.
Le nuove norme, fa sapere quifinanza, si applicano alle spese sostenute a partire dal 2025 e producono effetti concreti sulla dichiarazione dei redditi da presentare nel 2026.
Con il nuovo decreto, l’Agenzia non procede più su base casuale.
I controlli si basano ora su un incrocio sistematico e automatico tra i dati presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e quelli indicati dai contribuenti nel modello 730.
In pratica, il Fisco conosce già, prima ancora che il contribuente acceda alla propria dichiarazione precompilata, quante e quali spese sanitarie sono state sostenute nel corso dell’anno.
Il punto più delicato riguarda le modifiche alla dichiarazione precompilata.
Se vengono aggiunti, rimossi o modificati importi relativi alle spese sanitarie, tali interventi possono diventare il punto di partenza per un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate.
I funzionari avranno a disposizione strumenti di verifica molto precisi. Per ogni documento di spesa, potranno controllare:
il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico;
i dati del soggetto erogatore della prestazione (Asl, cliniche private, farmacie, laboratori);
la tipologia e la data della spesa;
l’importo e la modalità di pagamento (tracciabile o contante).
Se i dati dichiarati non coincidono con quelli trasmessi dalle strutture sanitarie, scatta automaticamente una segnalazione.
Il sistema si basa su un obbligo già consolidato nell’ordinamento italiano.
Medici, farmacie, strutture pubbliche e private accreditate, laboratori e studi professionali sono tenuti a comunicare al Sistema Tessera Sanitaria tutte le spese sostenute dai pazienti-contribuenti.
La principale novità introdotta dal decreto riguarda la frequenza di trasmissione.
Si passa infatti da una cadenza mensile a una annuale, con scadenza fissata al 31 gennaio di ogni anno.
Si tratta di una semplificazione significativa per i professionisti sanitari, che però non riduce il livello di controllo sui contribuenti.
I dati raccolti confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata, offrendo all’Agenzia delle Entrate un quadro completo e dettagliato.
I controlli non si limitano a una categoria specifica, ma riguardano l’intero spettro delle spese sanitarie detraibili:
farmaci e preparati galenici;
dispositivi medici;
visite specialistiche;
esami diagnostici e analisi di laboratorio;
spese veterinarie.
La detrazione prevista dalla legge resta invariata: è pari al 19% della spesa sostenuta, con una franchigia di 129,11 euro che rimane a carico del contribuente.
È importante ricordare che le spese mediche possono ancora essere pagate in contanti e risultare comunque detraibili, ma solo se effettuate presso strutture o professionisti accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale.
I pagamenti in contanti presso soggetti non accreditati non danno invece diritto alla detrazione.