08/05/2026
Turismo e ricettività: una stagione ricca di opportunità e di denaro
Pubblicato il decreto MITUR-MEF che attiva nuovi incentivi per le imprese turistiche: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e investimenti da 1 a 15 milioni di euro.
Il turismo e la ricettività rappresentano 2 asset non secondari nel panorama imprenditoriale, anche grazie alle numerose risorse attrattive presenti sul territorio italiano. E a sostenere l’attività delle imprese del settore turistico e ricettivo c’è uno strumento molto interessante che merita di essere diffuso e portato a conoscenza. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale MITUR-MEF che mette a disposizione 109 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese del turismo.
La dotazione complessiva è articolata in 59 milioni di euro per contributi a fondo perduto e 50 milioni di euro per finanziamenti agevolati. L’incentivo prevede una doppia forma di sostegno: un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, in alcuni casi specifici fino al 50%, con un importo massimo concedibile di 4,5 milioni di euro, e un finanziamento agevolato fino al 70% delle spese. Il finanziamento è concesso a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo vigente al momento della concessione e ha una durata massima di 5 anni.
La misura si rivolge alle imprese attive nel settore turistico. Rientrano, in sintesi, le attività di alloggio e ospitalità, alloggi per vacanze e B&B, campeggi e villaggi turistici, marina resort, ristorazione e catering, centri termali e wellness, parchi divertimento e tematici, discoteche, stabilimenti balneari e attività legate a conferenze e congressi.
Sono inoltre ammessi, alle condizioni previste, anche soggetti con caratteristiche specifiche: imprese attive da almeno 3 anni che, pur non rientrando nei codici ATECO previsti, dimostrino da contabilità un fatturato prevalentemente turistico; proprietari delle strutture, purché utilizzino i requisiti del gestore, con consenso di quest’ultimo e mantenimento del rapporto per tutta la durata dell’investimento; reti di impresa, nei limiti stabiliti dal decreto.
Tra i requisiti principali figurano iscrizione al Registro delle Imprese, attività in esercizio, sede legale in Italia oppure in UE/SEE con almeno una sede in Italia, regolarità contributiva, fiscale e assicurativa, assenza di procedure concorsuali e di condizioni di impresa in difficoltà.
I programmi di investimento devono puntare al miglioramento dell’offerta turistica, con effetti su destagionalizzazione dei flussi, digitalizzazione dell’ecosistema turistico, filiere, criteri ESG e turismo sostenibile.
Gli interventi finanziabili possono riguardare l’efficientamento energetico di edifici, impianti e strutture ricettive; la riduzione dei consumi energetici e idrici; l’utilizzo di fonti rinnovabili; soluzioni digitali, sistemi intelligenti e automazione; infrastrutture per la mobilità elettrica; riqualificazione di piscine, impianti termali, aree wellness, centri congressi e spazi per eventi. Sono inoltre ammesse spese per software, licenze, tecnologie, programmi informatici, brevetti, know how e conoscenze tecniche non brevettate.
Per le sole PMI sono ammissibili anche spese di consulenza strettamente connesse al progetto, entro il limite del 4% del costo complessivo ammissibile a fondo perduto.
Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e prevedere costi compresi tra 1 e 15 milioni di euro. I progetti dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30.09.2028.
Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti con successivo provvedimento attuativo.
Possiamo accompagnare, in accordo e piena sintonia con il tuo Studio, i tuoi clienti nell’iter di domanda su questa misura: dalla valutazione dell’investimento fino alla rendicontazione finale.