CB&Partners Ass. Prof. Dottori Commercialisti - Bartoli e associati

CB&Partners Ass. Prof. Dottori Commercialisti - Bartoli e associati Associazione professionale di Dottori Commercialisti e Consulenti d'Impresa
Dott. Alessandro Bartoli
Dott.ssa Marina Cianfrani

Servizi amm.vi e contabili
Consulenza economica e giuridica per le Imprese
Consulenza tributaria
Servizi di controllo e gestione d'Impresa
Servizi paghe e lavoro
Operazioni straordinarie
Controllo legale dei conti

Dati della Camera di Commercio di Perugia
04/04/2026

Dati della Camera di Commercio di Perugia

30/08/2025

DALLA CAMERA DI COMMERCIO DELL' UMBRIA
GIOVANI E LAVORO

COMUNICATO STAMPA 30 AGOSTO 2025

Impennata storica della fuga di laureati all’estero
Il 2024 è l’anno peggiore per l’Umbria e per l’Italia
Partenze record, calo dei rientri
Un’emorragia che svuota capitale umano e futuro

I nuovi dati Istat confermano il boom delle cancellazioni di residenza: dall’Umbria se ne sono andati 722 laureati, il 61,9% in più in un anno. In Italia oltre 48 mila. Record negativi mai toccati prima. Gli ingressi invece calano: appena 174 laureati arrivati dall’estero in Umbria, 13 mila in tutto il Paese, con flessioni a doppia cifra. Il saldo diventa una voragine: -548 in Umbria, -35 mila in Italia. In 10 anni dall’Umbria se ne sono andati definitivamente 4mila 380 laureati. Le Regioni provano a reagire, ma il fenomeno è nazionale e strutturale.

La dichiarazione:
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “In Umbria c’è oggi la consapevolezza che la crescita passa soltanto da un impegno comune di tutte le istituzioni, in sinergia e con una visione condivisa. Il provvedimento adottato dalla Regione rappresenta una prima pietra importante, ma da sola non basta: serve una tastiera di misure organiche, capaci di accompagnare davvero la trasformazione del nostro tessuto economico e sociale. La Camera di Commercio dell’Umbria ha messo al centro del proprio programma i due assi decisivi del futuro, la transizione digitale ed ecologica, che richiedono scelte coraggiose e coordinate. Ma per far esprimere a questa doppia transizione tutte le sue potenzialità in termini di crescita sana e innovativa del territorio occorrono i nostri laureati, risorsa decisiva che va trattenuta e valorizzata. È su questi binari che si costruisce un’Umbria competitiva, attrattiva e capace di guardare con fiducia al domani”.
________________________________________
Il 2024 passerà alla storia come l’anno dell’impennata senza precedenti nella fuga di laureati dall’Italia e dall’Umbria. A certificarlo sono i nuovi dati Istat, che fotografano un fenomeno non più episodico ma strutturale: la cancellazione della residenza da parte di cittadini italiani con titolo universitario ha raggiunto livelli mai visti, mentre gli ingressi dall’estero si riducono. Una doppia mazzata che indebolisce il tessuto sociale ed economico del Paese.

Partenze record
In Umbria i laureati che nel 2024 hanno scelto di cancellare la residenza in Italia per stabilirsi definitivamente all’estero sono stati 722, contro i 446 del 2023. Un incremento del 61,9% che spazza via il precedente massimo (552 nel 2020). È come se in un solo anno fosse scomparsa un’intera facoltà di media dimensione.
Il dato nazionale è altrettanto impressionante: 48.086 laureati italiani hanno lasciato definitivamente il Paese, contro i 37.114 del 2023, con un balzo del 29,5%. Mai, negli ultimi decenni, l’Italia aveva registrato un’emorragia così vasta in dodici mesi.

Ingressi in caduta
Nel 2024 in Umbria i laureati provenienti dall’estero – spesso italiani che avevano lavorato fuori e decidono di tornare – sono stati solo 174, contro i 202 del 2023. Significa che per ogni quattro laureati umbri che se ne vanno, ne rientra meno di uno.
In Italia le iscrizioni dall’estero sono state 13.083, con un calo del 13,4% rispetto all’anno precedente. Risultato: un saldo negativo mai visto prima, -548 in Umbria e -35.003 a livello nazionale.

Un decennio in rosso
I dati cumulati del periodo 2015-2024 parlano chiaro: in Umbria 4.380 uscite e 1.760 ingressi, per un saldo negativo di 2.620 laureati. In Italia le fuoriuscite ammontano a 308.285, contro 129.108 ingressi, con un bilancio finale di -179.177.
Se confrontiamo il 2024 con il 2015, l’Umbria segna un aumento del 149% delle uscite, contro il 99,6% della media nazionale. Peggio fanno Basilicata (+239%), Abruzzo (+192%), Molise (+174%), Veneto (+169%) e Calabria (+156%).

Chi parte e perché
Nel 2024 i più numerosi sono stati i 25-39enni (165 uscite), seguiti dai 40-64enni (92), dai giovani fino a 24 anni (22) e persino da 11 over 65. Non si tratta quindi solo di neolaureati, ma anche di professionisti già affermati che vedono fuori dall’Italia prospettive più solide.
Le ragioni sono note: stipendi più alti, carriere più lineari, riconoscimento del merito, contesti internazionali più dinamici.

Il costo per il Paese
Ogni laureato che lascia l’Italia è un capitale formativo perso. Dietro c’è un investimento enorme – scuole, università, borse di studio, sacrifici delle famiglie – che finisce per alimentare la produttività di altri Paesi. È una perdita secca di conoscenza, innovazione e potenzialità imprenditoriale.
Il paradosso è che mentre l’Italia fatica a formare abbastanza laureati, quelli che ha li vede partire.

Le contromosse umbre
La Regione Umbria ha approvato incentivi fino a 15 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani laureati under 35 e di persone con disabilità, oltre a 9 mila euro per disoccupati iscritti al programma GOL. Le misure saranno operative tra agosto e dicembre 2025.
È un tentativo di frenare la voragine, ma da solo non può bastare.

Il nodo nazionale e il confronto europeo
Paesi come Germania e Francia non solo trattengono i propri laureati, ma attraggono talenti dall’estero. L’Italia invece continua a perdere, schiacciata tra salari bassi, instabilità contrattuale e scarsa spesa in ricerca.

Un futuro incerto
Il 2024 segna un punto di svolta. Non solo le partenze hanno raggiunto il massimo storico, ma i ritorni sono calati in modo drastico. Una doppia emorragia che lascia l’Italia e l’Umbria più povere di competenze e prospettive.
Dietro ogni numero ci sono giovani, famiglie, vite che avrebbero potuto arricchire il Paese. E invece oggi arricchiscono altri.

26/03/2025

Oggi nel corso di una revisione aziendale vengo a conoscere che il costo dei trasporti dalla Cina è diminuito dell’ 80 per cento circa rispetto allo scorso anno. La diminuzione non può essere imputata ad una diminuzione del costo dei carburanti o ad un quadro internazionale rassicurante. Che qualche governo dell’ estremo oriente abbia adottato una politica, diciamo un tantino aggressiva ? E se la risposta fosse la adozione di dazi all’ importazione, sarebbe così scorretto ?

25/02/2025

Indirizzo

Via Luca Signorelli, 6
Città Di Castello
06012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Telefono

+390758553777

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando CB&Partners Ass. Prof. Dottori Commercialisti - Bartoli e associati pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a CB&Partners Ass. Prof. Dottori Commercialisti - Bartoli e associati:

Condividi

Digitare