Caf Patronato Unsic Provinciale Messina

Caf Patronato Unsic Provinciale Messina Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Caf Patronato Unsic Provinciale Messina, Servizio di consulenza fiscale, Via Giuseppe La Farina 305, Messina.

26/02/2025

Aggiornamenti su ADI:

soglia ISEE innalzata da 9.360 euro a 10.140 euro;
reddito familiare aumentato da 6.000 euro a 6.500 euro. Per nuclei composti da persone di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave o non autosufficienza, la soglia passa da 7.560 euro a 8.190 euro (il valore è moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza stabilito dall’art. 2 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48);
accesso all’ADI: la soglia di reddito familiare per le famiglie in affitto è elevata a 10.140 euro, come indicato nella DSU per l’ISEE;
integrazione del reddito: il valore massimo dell’integrazione per le famiglie residenti in abitazioni in locazione, con contratto registrato, passa da 3.360 euro a 3.640 euro, e da 1.800 euro a 1.950 euro per nuclei composti da persone di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave o non autosufficienza.
Esempi di calcolo per una persona sola:

reddito zero e affitto di 4.500 euro: l’ADI ammonterà a 10.140 euro annui (845 euro/mese);
reddito di 6.500 euro e affitto di 3.000 euro: l’ADI ammonterà a 3.000 euro annui (250 euro/mese);
reddito di 8.140 euro e affitto di 3.640 euro: l’ADI ammonterà a 3.640 euro annui (303,33 euro/mese).
Aggiornamenti su SFL:

soglia ISEE e reddito familiare: innalzati da 6.000 euro a 10.140 euro;
importo mensile: incremento dell’importo mensile della misura da 350 euro a 500 euro;
proroga della durata: il limite massimo di 12 mesi può essere esteso di ulteriori 12 mesi, a condizione che il beneficiario frequenti un corso di formazione alla scadenza delle prime 12 mensilità. Il beneficio economico, previo aggiornamento del Patto di Servizio Personalizzato (PSP), sarà erogato fino alla conclusione del corso per ulteriori 12 mensilità.
L’INPS sta aggiornando i moduli di domanda per ADI e SFL, inclusi i modelli ADI-Com, che saranno disponibili sul Portale.

Per chi ha diritto a richiedere il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è disponibile una video guida nella pagina dedicata. Per coloro che hanno i requisiti per richiedere l’Assegno di Inclusione (ADI) è disponibile, nella scheda servizio, il tutorial per l’invio della domanda (pdf 5,1MB). Per chi, invece, ha già presentato la domanda è disponibile il tutorial per la gestione della domanda (pdf 1,6MB) con le relative istruzioni (pdf 256,1KB).

26/02/2025

Incentivi all'Occupazione (Piano 2025)

Descrizione: Il governo italiano ha previsto un esonero totale dai contributi previdenziali per le aziende che assumono lavoratori a tempo indeterminato dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025.

Durata dell'incentivo: L’esonero si applica per un massimo di 24 mesi (due anni).

Importo dell'incentivo: Le aziende possono beneficiare di un risparmio di fino a 650 euro mensili per ciascun lavoratore assunto.

Requisiti:

L’assunzione deve essere a tempo indeterminato.

L'incentivo è destinato alle aziende che aumentano il numero di dipendenti, senza sostituire altri lavoratori.

Il beneficio riguarda soprattutto le micro e piccole imprese.

Obiettivo: Incentivare la stabilità occupazionale e l'assunzione di giovani e persone a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.

Questa misura fa parte di un più ampio piano di supporto alle aziende per stimolare l’occupazione stabile, riducendo i costi per le imprese e incentivando la crescita dell'occupazione in Italia.

P.

26/02/2025

La sezione delle faq sulle spese per interventi edilizi sulle parti comuni degli edifici è aggiornata con le indicazioni su adempimenti e oneri di comunicazione a carico degli amministratori
Faq
In tema di ristrutturazioni edilizie su parti comuni condominiali, l’amministratore è esonerato dall’invio della comunicazione dei dati se, per le spese sostenute nell’anno precedente, tutti i condòmini abbiano optato, in relazione alla totalità degli interventi effettuati sulle parti comuni, per la cessione del credito o per lo sconto sul corrispettivo dovuto in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione. Questa misura, chiarisce l’Agenzia, è stata prevista in via eccezionale con il provvedimento del 21 febbraio 2024.

È la risposta alla prima delle numerose faq sugli oneri di comunicazione relativi agli interventi edilizi dei condomìni, pubblicate nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia.

Un altro chiarimento, in tema di comunicazioni cui è tenuto l’amministratore di condominio, riguarda il caso in cui, prima dell'invio della comunicazione, un Ente esterno, come ad esempio il Comune, rimborsi le spese dei lavori sostenute dal condominio. L’Agenzia precisa che in tal caso se il rimborso è totale i condomini non potranno fruire della detrazione Irpef e l’amministratore non dovrà inviare all'Agenzia delle entrate la comunicazione relativa a tali spese. Se invece il rimborso è parziale, l'Amministratore dovrà inviare alle Entrate la comunicazione con le sole spese effettivamente rimaste a carico del condominio, indicando le relative quote attribuite ai condòmini.

Tra le varie risposte, segnaliamo quella che riguarda la comunicazione dei “condomini minimi”. Se questo tipo di condominio (che può arrivare al massimo fino a otto condòmini) ha nominato un amministratore, quest'ultimo è tenuto a comunicare all'Agenzia i dati degli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico effettuati sulle parti comuni condominiali entro il 16 marzo dell'anno successivo. In assenza di tale nomina i condòmini non sono tenuti alla trasmissione all'anagrafe tributaria dei dati della ristrutturazione e del risparmio energetico effettuati sulle parti comuni dell'edificio.

Un altro quesito riguarda il caso dei condomini minimi privi di codice fiscale. L’Agenzia precisa che il campo "Progressivo condominio minimo" è un campo numerico necessario per distinguere i condomìni minimi privi di codice fiscale, nel caso particolare in cui il medesimo condomino effettui comunicazioni relative a più condomìni minimi (privi di codice fiscale). Nel caso, ad esempio, in cui un condomino incaricato debba inviare i dati relativi a due distinti condomìni minimi privi di codice fiscale, è necessario predisporre due comunicazioni indicando nei rispettivi campi "Progressivo" il valore "1" e "2". Il campo "Progressivo" va valorizzato (con il valore 1) anche nel caso in cui il condomino incaricato debba comunicare i dati relativi a un unico condominio minimo privo di codice fiscale.

Altre tematiche affrontate nelle Faq riguardano le modalità di comunicazione nei casi di pertinenze, in presenza di Sismabonus, per i posti auto in comproprietà, in caso di mancato pagamento totale o parziale delle quote condominiali, per il controllo di coerenza dell’importo complessivo dei lavori e per il “supercondominio”.

Infine, in tema di software resi disponibili sul proprio sito, l’Agenzia chiarisce che per l’invio dei dati relativi agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico sulle parti condominiali dell’edificio è previsto un apposito software per la compilazione e per il controllo.

26/02/2025
26/02/2025

Vediamo alcuni chiarimenti per la comunicazione degli amministratori e per i condomini minimi.

1) Ristrutturazioni condominiali: la comunicazione degli amministratori
2) Ristrutturazioni condominiali nei condomini minimi
3) Come va compilato il campo "Progressivo condominio minimo"?

1) Ristrutturazioni condominiali: la comunicazione degli amministratori
Tra le FAQ a cui l'ADE ha replicato ve ne sono alcune specifiche in risposta a dubbi sulla comunicazione che l'amministratore deve inviare per le spese sostenute dal condominio con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali, nonché con riferimento all'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all'arredo delle parti comuni dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

Veniva domandato se esistano limiti o condizioni esimenti per le comunicazioni da parte degli amministratori di condominio.

L'ade ha specificato che ai fini dell'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, l'articolo 2 Decreto Ministro Economia e Finanze 1/12/2016 ha previsto l'obbligo di trasmissione all'Agenzia delle entrate, da parte degli amministratori di condominio, delle spese sostenute dal condominio con indicazione delle quote di spesa imputate ai singoli condòmini con le modalità previste con Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.

Si chiarisce che non sono previste soglie minime per la trasmissione del dato né è prevista la possibilità per il singolo condòmino di esercitare opposizione all'inserimento dei dati nella dichiarazione precompilata.

In via eccezionale, con il provvedimento ADE del 21 febbraio n 53174/2024 è stato previsto l’esonero dall’invio della comunicazione dei dati nel caso in cui, con riferimento alle spese sostenute nell’anno precedente, per tutti gli interventi effettuati sulle parti comuni tutti i condòmini abbiano optato, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per la cessione del credito o per lo sconto sul corrispettivo dovuto.

2) Ristrutturazioni condominiali nei condomini minimi
Relativamente ai “condomini minimi” si domandava se questo tipo di condominio, che può arrivare massimo fino a otto condòmini, ha nominato un amministratore, quest'ultimo è tenuto a comunicare all'Agenzia i dati degli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico effettuati sulle parti comuni condominiali entro il 16 marzo dell'anno successivo.

Le Entrate chiariscono che in assenza di tale nomina i condòmini non sono tenuti alla trasmissione all'anagrafe tributaria dei dati della ristrutturazione e del risparmio energetico effettuati sulle parti comuni dell'edificio.

3) Come va compilato il campo "Progressivo condominio minimo"?
Relativamente invece ai condomini minimi privi di codice fiscale l’Agenzia precisa che il campo "Progressivo condominio minimo" è un campo numerico necessario per distinguere i condomìni minimi privi di codice fiscale, nel caso particolare in cui il medesimo condomino effettui comunicazioni relative a più condomìni minimi (privi di codice fiscale).

Nel caso, ad esempio, in cui un condomino incaricato debba inviare i dati relativi a due distinti condomìni minimi privi di codice fiscale, è necessario predisporre due comunicazioni indicando nei rispettivi campi "Progressivo" il valore "1" e "2".

Il campo "Progressivo" va valorizzato (con il valore 1) anche nel caso in cui il condomino incaricato debba comunicare i dati relativi a un unico condominio minimo privo di codice fiscale.

26/02/2025

Le chat di WhatsApp possono essere usate come prove documentali in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, anche senza che siano state disposte intercettazioni
WhatsApp è ormai una delle piattaforme di messaggistica più popolari, sia tra gli utenti privati che tra le aziende, grazie anche agli account business. Le conversazioni su questa app possono contenere informazioni importanti, che in alcuni casi possono essere utilizzate come prova durante un processo legale.

Anche se normalmente le intercettazioni vengono effettuate con specifici permessi, c'è una possibilità che spesso viene sottovalutata: le chat di WhatsApp possono essere utilizzate come prova, anche senza che sia stato disposto alcun tipo di controllo diretto, come stabilito dalla sentenza n. 1254 del 18 gennaio 2025 della Corte di Cassazione. Secondo questa sentenza, i messaggi su WhatsApp possono essere considerati validi come prova legale, a meno che la persona contro cui vengono usati non ne disconosca l’autenticità.
Garanzia di autenticità di una chat su WhatsApp

Perché i messaggi su WhatsApp possano essere validi come prova, è fondamentale che l’autenticità della chat sia comprovata. In particolare, bisogna garantire che i messaggi provengano da un dispositivo identificabile e che non siano stati alterati durante la loro trasmissione o conservazione. È importante che il contenuto della chat non susciti dubbi, per cui è necessaria una totale integrità dei messaggi.
La Corte di Cassazione ha anche precisato che i messaggi possono essere acquisiti in modo semplice, tramite screenshot (fotografie dello schermo del dispositivo), anche se il soggetto ha cancellato la conversazione. Se qualcun altro ha salvato la chat con uno screenshot, infatti, questa può comunque essere utilizzata come prova, anche in caso di cancellazione da parte dell’autore della conversazione.

WhatsApp nelle ispezioni tributarie
All'interno di un processo tributario, la prova documentale è fondamentale e ha maggiore peso rispetto alle prove testimoniali. Le ispezioni fiscali includono controlli su luoghi dove si svolgono attività economiche e, in questo contesto, anche i dispositivi elettronici come computer e smartphone possono essere ispezionati. Anche se il telefono è considerato un bene personale, le app di messaggistica, come WhatsApp, vengono usate sempre più spesso anche sui computer, che potrebbero essere oggetto di perquisizioni.
Nel caso in cui emergano prove di una contabilità parallela o di attività fiscali illecite, le conversazioni sui dispositivi del contribuente possono essere utilizzate come prova. Anche se la sentenza della Corte di Cassazione del 2025 ha chiarito la validità di questi messaggi come prove, la portata di questa decisione non è del tutto innovativa, in quanto ci sono già stati precedenti legali in merito.
Precedenti legali sull’utilizzo delle chat come prova
Già nel 2023, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 170, ha stabilito che l’acquisizione di messaggi WhatsApp o e-mail, estratti da un dispositivo sequestrato, non rientra tra le intercettazioni illegali e, quindi, non necessita di un’autorizzazione speciale.
In aggiunta, la Commissione Tributaria di Trento, con la sentenza n. 117/2016, ha riconosciuto come legittimo l’uso di documenti ottenuti dalla Guardia di Finanza durante verifiche fiscali, anche quando questi erano estratti da computer del contribuente. Inoltre, la Guardia di Finanza, con la circolare n. 1 del 2018, ha sottolineato esplicitamente che, durante ispezioni e controlli fiscali, è possibile verificare anche i dispositivi elettronici del contribuente, come computer e smartphone.
)

26/02/2025

Pensioni 2025, nuovi aumenti in arrivo, fino a 440 euro in più con la rimodulazione degli scaglioni IRPEF: ecco per chi
Vediamo insieme quali benefici sulle pensioni porterà la rimodulazione IRPEF
Quando si tratta di pensioni, è importante essere sempre aggiornati sulle ultime novità legislative in arrivo, perché gli importi potrebbero aumentare. Sembra infatti – secondo le ultime indiscrezioni – che il governo Meloni sia in procinto di approvare una nuova riforma fiscale, che comporterebbe dei vantaggi anche sulle pensioni superiori a un certo importo.

Recenti modifiche, ad esempio, sono già intervenute con il decreto legislativo n. 216/2023, in vigore dal 31 dicembre 2023, con il quale sono stati ridotti da 4 a 3 gli scaglioni IRPEF.
Nella specie gli scaglioni, che segnano anche le trattenute IRPEF che l’INPS va ad applicare sui cedolini dei pensionati, ad oggi sono i seguenti:
fino 28.000 euro: 23%
tra 28.000 e 50.000 euro: 35%
sopra 50.000 euro: 43%.

Rispetto a quanto avveniva negli anni precedenti, dunque, il secondo scaglione (quello che andava da 15.000 a 28.000 euro di reddito) è stato inglobato nel primo, con l’aliquota applicata su questa fascia di reddito scesa dal 25% al 23%.

Ma qual è stato l'impatto sulle pensioni?
La rimodulazione degli scaglioni ha significato che, sulla parte di pensione che eccede i 15.000 euro e fino a 28.000 euro, l’IRPEF vale 2 punti percentuali in meno. Meno trattenute quindi. Il meccanismo di progressività ha potuto, così, garantire un vantaggio di 260 euro a chi percepisce una pensione pari a 28.000 euro esatti, ma anche a chi ne prende una di 50.000 euro ed oltre.

C’è anche da aggiungere che il Governo aveva deciso di limitare il vantaggio, imponendo una sorta di franchigia da 260 euro per le detrazioni che i contribuenti sfruttano sui redditi, ma solo per chi ha pensioni sopra i 50.000 euro. In pratica, escludendo le spese sanitarie e i bonus sulle case, tutte le altre detrazioni produrranno sconti e rimborsi fiscali solo sulla parte eccedente i 260 euro (franchigia). Una soluzione, dunque, atta a limitare il vantaggio della nuova IRPEF per i pensionati con redditi più elevati.

Adesso, invece, l’attenzione del Governo si concentra sull’attuale secondo scaglione, quello dei redditi da 28.000 a 50.000 euro. L’intenzione è quella di ridurre l’aliquota dal 35% al 33%, un altro 2% in meno: questo, in buona sostanza, significa altri 440 euro in più.

Ci si attende che in estate la riforma venga portata a termine, completando così il secondo passaggio del riordino dell’IRPEF.
Si parla di una modifica che potrebbe portare anche ad una estensione del tetto massimo dello scaglione da 50.000 a 60.000 euro, un’ipotesi già circolata in sede di manovra finanziaria 2025. Tuttavia, in quell’occasione, le risorse su cui il governo puntava – provenienti dagli incassi del concordato preventivo biennale – si sono rivelate esigue, facendo slittare il progetto.

Va, comunque, evidenziato che non conseguirà alcun vantaggio per i pensionati con trattamenti che rientrano nel primo scaglione, ossia fino a 28.000 euro. E questo perché la novità, se davvero diventerà ufficiale, interesserà esclusivamente il ceto medio e le pensioni più alte di 28.000 euro.

26/02/2025

Bonus genitori separati, in arrivo fino a 9.600 euro, misura sbloccata dopo quattro anni: ecco a chi spetta e requisiti
Finalmente, dopo un’attesa di ben 4 anni, la procedura per ricevere il bonus genitori separati è in procinto di essere operativa. Vediamo chi beneficerà del contributo
Sono ormai trascorsi quattro anni da quando venne varata questa misura e ora, finalmente, ci siamo: la procedura per ricevere il bonus genitori separati è in procinto di essere operativa.
Adesso, infatti, chi ha presentato la domanda entro il 31 marzo 2024 (termine poi prorogato fino al 2 aprile 2024) non dovrà fare altro che aspettare l’erogazione da parte dell’Inps, che avverrà con un pagamento in un’unica soluzione, fino a un massimo di 9.600 euro (per chi ha diritto all’importo pieno).

La misura – si ricorda – era stata introdotta nell’ambito del c.d. decreto sostegni e, nella specie, dall'art. 12-bis, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, con cui venne istituito un fondo per il sostegno in favore dei genitori separati o divorziati in stato di bisogno, al fine di garantire la continuità di erogazione dell'assegno di mantenimento, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2022.

Tale fondo mirava a garantire un contributo al genitore che non avesse ricevuto, del tutto o solo parzialmente, l'assegno di mantenimento nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022 (data nella quale era venuto a cessare lo stato di emergenza epidemiologica dovuto al Covid).

Ma, più nel dettaglio, chi beneficerà del contributo?

Il contributo predetto, in base ai requisiti richiesti dalla normativa menzionata, spetta al genitore in stato di bisogno e tenuto a provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori o dei figli maggiorenni portatori di disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Nel periodo dell'emergenza sanitaria i figli devono essere stati conviventi con il genitore che ha richiesto tale misura.

Come predetto, requisito è che tale genitore non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l'assegno di mantenimento a causa dell'inadempienza del genitore, ex-coniuge o ex-convivente, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica, nel periodo di cui si è detto sopra e a causa della riduzione, sospensione o cessazione dell'attività lavorativa per almeno 90 giorni o a motivo della riduzione del proprio reddito almeno del 30% rispetto al reddito del 2019.
Per quanto riguarda l'individuazione dei criteri per lo stato di bisogno, il reddito del richiedente relativo all'anno di mancata o ridotta corresponsione del mantenimento deve essere stato inferiore o uguale ad euro 8.174,00.

La correttezza dei requisiti di accesso è stata verificata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, operazione che ha richiesto un lavoro enorme. Di qui i lunghi tempi di attesa.

Ai fini dell'erogazione del bonus, verrà considerata la disponibilità del fondo rispetto al numero dei beneficiari e fino a esaurimento delle risorse. Se il fondo sarà rifinanziato, l’Inps attiverà nuove finestre di domanda online.

Indirizzo

Via Giuseppe La Farina 305
Messina
98124

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
Martedì 08:30 - 12:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
Giovedì 08:30 - 12:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Caf Patronato Unsic Provinciale Messina pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi