Commercialista Milano - Rita Carloni

Commercialista Milano - Rita Carloni La Tua Commercialista A Milano

15/04/2026

Per decenni, ogni elefante orfano moriva nel giro di poche settimane. Poi una donna senza formazione scientifica decise che non era abbastanza.

Daphne Sheldrick riceveva cuccioli di elefante nel suo centro, nel parco di Tsavo, in Kenya. Arrivavano dopo che i bracconieri avevano ucciso le madri. Avevano poche settimane di vita, disorientati, ancora dipendenti dal latte.

Lo schema era sempre lo stesso.

Venivano nutriti con latte vaccino, l’unica alternativa disponibile. All’inizio bevevano. Poi il corpo iniziava a rifiutarlo. Diarrea, disidratazione, debolezza. In pochi giorni morivano.

Era così ovunque.

Gli esperti lo consideravano inevitabile. Il latte di elefante aveva una composizione troppo specifica per essere replicata. Senza la madre, non c’era soluzione.

Daphne non aveva una formazione accademica in biologia o veterinaria. Aveva imparato lavorando sul campo, accanto agli animali. E decise di non accettare quella conclusione.

Iniziò a provare.

Modificava le dosi del latte. Aggiungeva panna. Usava latte di capra. Inseriva oli diversi, uno alla volta. Annotava tutto su un quaderno. Ogni tentativo veniva testato su un cucciolo reale.

Molti morivano.

E da lì cambiò il suo lavoro.

Ogni errore diventava un dato. Ogni perdita, un’indicazione su cosa non funzionava. Andò avanti così per anni. Poi per un decennio. Poi due.

Nel frattempo capì alcuni elementi chiave.

L’olio di cocco funzionava meglio di altri grassi. Le proporzioni di minerali dovevano essere precise. Anche lo stress era un fattore decisivo: i cuccioli avevano bisogno di contatto continuo, non solo di nutrimento.

I custodi iniziarono a dormire accanto a loro. A seguirli giorno e notte. A sostituire, in parte, la presenza della madre.

I risultati arrivarono lentamente.

Prima sopravvivevano qualche settimana. Poi mesi. Poi anni.

Alla fine degli anni ’70, dopo la morte del marito, fondò il David Sheldrick Wildlife Trust. Raccolse tutto ciò che aveva imparato e lo trasformò in un metodo.

L’alimentazione, le cure, la gestione quotidiana. Tutto venne organizzato in protocolli chiari.

I cuccioli iniziarono a crescere.

Alcuni furono reinseriti in natura. Poi si integrarono nei branchi. Poi ebbero a loro volta dei piccoli.

Quello che sembrava impossibile diventò praticabile.

Quando Daphne Sheldrick morì nel 2018, più di 230 elefanti orfani erano sopravvissuti grazie al sistema che aveva sviluppato.

Non aveva titoli accademici.

Aveva iniziato con un problema che tutti consideravano senza soluzione e aveva continuato a lavorarci per quasi trent’anni.

Piccole storie

15/04/2026

Stasera ho visto a È sempre Cartabianca Gratteri che, con gli occhi lucidi, ha raccontato con profondo garbo e pudore tutti gli attentati che ha ricevuto, le minacce a lui e alla sua famiglia, le privazioni, le paure, i dolori.

Racconti straordinari, come è straordinario l’uomo che li ha rivelati.

Tutti quelli che lo hanno criticato e criticano sotto la cintura, dovrebbero vergognarsi dalla mattina alla sera.

Teniamocelo stretto un uomo così. Teniamocelo strettissimo.

14/04/2026

Via Soderini angolo via Bartolomeo d'Alviano verso via Lorenteggio - uomini, donne e bambini nel prato
Una bellissima foto del grande Virgilio Carnisio
Del 1962
Da Lombardia beni culturali

13/04/2026

Quando le disgrazie non arrivano mai da sole! 🤣😅

05/10/2025

A poco a poco che stanno rientrando nei propri Paesi, emergono delle testimonianze sconvolgenti, raccapriccianti di come Israele ha trattato i membri dell’equipaggio della Flotilla e, in particolare, Greta Thunberg.

Sconvolgente la testimonianza del giornalista italiano Lorenzo D’Agostino all’agenzia turca Anadolu.

“Una volta a terra si sono comportati come un gruppo terroristico. Siamo stati presi a calci, tenuti per due giorni senz’acqua potabile. Hanno fatto di tutto per umiliarci”.

La più colpita è stata il simbolo più in vista di tutti: Greta Thunberg, segregata in una stanza piena di cimici.
E non solo. Come racconta sempre D’Agostino:

“Greta, che è poco più che una bambina, è stata bendata, ammanettata, trascinata, costretta a baciare la bandiera israeliana”.

Questo sarebbe il trattamento “umano”, dignitoso di cui parlava il ministro degli Esteri Tajani?

È questa l’idea di diritto internazionale di Tajani… “Fino a un certo punto”?

A me, più ancora di Israele, che questo sono e questo si sapeva, fanno ribrezzo e spavento quelli che negano, che non vedono o fanno finta di non vedere.

Un abbraccio e un pensiero a tutti i “patrioti” veri della Flotilla per quello che hanno fatto e quello che hanno dovuto subire per il silenzio complice dei governi.

Risponderanno di tutto, prima o poi.

25/10/2024

Castelluccio di Norcia paese fiabesco il più alto dell'Umbria nel Parco nazionale dei Sibillini 1456 slm.

Indirizzo

Via Caccialepori 35
Milan
20148

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393332763954

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