23/10/2026
Va in banca con un piano industriale migliore di quello del socio che ha portato con sé. Esce
con un secondo appuntamento fissato “per approfondire”. Lui, con la stessa richiesta, esce con
un sì.
Non è un’impressione. Il 57,5% delle imprenditrici italiane dichiara di aver avuto difficoltà a ottenere un
finanziamento (indagine Unioncamere sull’imprenditoria femminile).
Il risultato? Il 68,3% ha finanziato la propria azienda usando solo risorse personali — risparmi, non capitale, non credito.
Non è prudenza. È l’unica opzione rimasta a chi si è sentita dire “no” abbastanza volte da smettere di
chiedere.
Anche i dati di Banca d’Italia confermano lo schema: a parità di azienda, le donne accedono al credito
con condizioni peggiori — e spesso rinunciano a chiedere in anticipo, aspettandosi il rifiuto.
Nonostante la narrazione “women oriented” sia sempre più diffusa, sia nelle aziende sia nel racconto
pubblico dell’imprenditoria femminile, la realtà del mondo del lavoro resta ben diversa da quella che ci
viene raccontata: il 65% delle imprenditrici italiane dichiara di aver riscontrato disparità di trattamento
rispetto ai colleghi uomini (Unioncamere).
In Golden Lynx la capienza fiscale e il merito creditizio si valutano sui numeri dell’azienda, non su
chi siede al tavolo a chiederli.
Se anche voi avete fatto crescere l’azienda usando solo risorse proprie, forse è il momento di scoprire cosa potete fare di diverso.
Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.
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