Tullio Quagliotti

Tullio Quagliotti commercialista e consulente aziendale

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07/07/2026

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“Adeguati assetti”, cosa significa per l’impresa e gli amministratori.Sai quali sono i primi segnali che vengono rilevat...
18/01/2023

“Adeguati assetti”, cosa significa per l’impresa e gli amministratori.

Sai quali sono i primi segnali che vengono rilevati quando un’impresa è in crisi?

• un clima aziendale ostile e poco aperto al confronto
• i litigi fra soci o amministratori che impediscono all’impresa di lavorare correttamente
• l’insoddisfazione della clientela
• la scarsa capacità di innovazione
• la mancata formazione e aggiornamento del personale dipendente
• la perdita delle quote di mercato
• un fatturato costituito in gran parte dalla vendita di prodotti in fase di decadimento

Questi sono i tratti comuni rilevati in gran parte delle imprese che poi in un secondo momento hanno evidenziato forti inefficienze e, alla lunga, hanno provocato il consumo della liquidità accantonata mettendo fortemente a rischio la continuità aziendale.

È proprio sulla base di questi dati che è stato introdotto il nuovo art. 3, comma 3, lettera c, presente all’interno del Codice della Crisi d’Impresa ed entrato integralmente in vigore il 15.07.2022.

L’obiettivo principale di tale norma non è certo quello di additare stati di crisi ma piuttosto quello di assicurare alla collettività un bene che è parte fondamentale del tessuto economico del nostro paese, ovvero l’Impresa. E lo fa tutelandola da possibili inefficienze che progressivamente andranno ad erodere la sua liquidità, provocando un sovraindebitamento e a lungo andare una situazione di default difficilmente recuperabile. Senza considerare poi che sarà l'amministratore a doverne rispondere in sede giudiziaria. La sua responsabilità, infatti, verrà chiamata in causa nel momento in cui venga accertato che non sono state applicate tutte quelle azioni necessarie che abbiamo portato ad impedire l’aggravamento della situazione di crisi e di insolvenza economica.

Cosa fare allora per evitare tutto ciò?
Prima di tutto c’è da dire che lo Stato italiano vuole Amministratori d’Impresa sempre più presenti, coinvolti. La carica non potrà più essere ricoperta solo formalmente, ma ora un amministratore avrà il preciso compito di vigilare e intervenire attivamente qualora avvertisse una possibile crisi e potrà essere chiamato a rispondere dei danni causati a società, soci e creditori nel caso in cui venga accertato il mancato rispetto degli obblighi gestori.

Due quindi sono le parole magiche ….”Adeguati assetti” o, più precisamente, adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
L’art. 2086 del cc. impone all’amministratore di istituire tali assetti sulla base della dimensione e della natura della propria impresa al fine non soltanto di esonerarlo da possibili ripercussioni giudiziarie ma soprattutto per aiutarlo a vigilare sul quel bene che fa grande il nostro paese, aiutandolo a rilevare tempestivamente un qualsiasi segnale di crisi, dandogli la possibilità di adoperarsi immediatamente e adottare tutti gli strumenti possibili messi a disposizione dall'ordinamento per superare tale situazione e portarlo quindi alla continuazione della propria attività.

Qualcuno diceva: “la potenza è nulla senza il controllo…”
Se pensi che il bilancio sia tutto quello che ti serve per controllare, allora mi dispiace deluderti.
Se pensi che il bilancio ti dica se i tuoi dipendenti sono soddisfatti del loro lavoro, mi dispiace deluderti.
Se pensi che il bilancio ti dica se il tuo prodotto di punta è arrivato a maturazione, mi dispiace deluderti.

Ci sono valori qualitativi che il bilancio non riesce a misurare e sulla base dei quali invece si fonda lo stato di salute di un’impresa. Solo un controllo costante di queste informazioni, e la loro corretta interpretazione, ci possono dire se si sta andando davvero nella giusta direzione o se è necessario raddrizzare il colpo.

La Balanced Scorecard ideata da Kaplan e Norton è lo strumento più usato negli USA per monitorare costantemente l’andamento delle imprese e lo Studio ha a disposizione il primo e unico software cloud in Italia basato proprio sulla Balanced Scorecard e in grado di fare un’analisi qualitativa dei dati aziendali, ovvero il Cruscotto di ControlloⓇ.

Se vuoi avere una lettura di dei dati aziendali e trasformarli in informazioni utili per una corretta gestione e costruire un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile così come previsto dall’art. 2086 c.c., secondo comma, o semplicemente saperne di più compila il form.

08/11/2022

Che tipo di azienda sei: Ros o Toci?

Quanti tipi di aziende esistono? Tantissime mi dirai ma se le guardiamo dal punto di vista del rendimento economico possiamo dividerle in due gruppi: Aziende ROS e Aziende TOCI. La differenza è tutta nella marginalità. Due aziende, a parità di risorse, possono infatti avere rendimenti completamente differenti. Sono apparentemente identiche, eppure il loro risultato è completamente diverso. Perché questo? Molto dipende da dove si sceglie di focalizzare la propria attività, se sulla qualità o sulla quantità.

Chiariamo subito una grandezza fondamentale: il margine di contribuzione. Il prezzo di quanto venduto non può essere considerato come intero reddito poiché ci sono i costi diretti necessari alla produzione (ad esempio le materie prime, le lavorazioni, le provvigioni, i trasporti, etc.). Il margine di contribuzione unitario è dato quindi dalla differenza tra il prezzo e i costi diretti. Se il margine unitario è basso (azienda Toci) sarà necessario vendere tanti prodotti o servizi per permettere all’impresa di coprire i costi fissi (manodopera, ammortamenti, macchinari, affitti, consumi energetici, etc.). Se invece il margine unitario è alto (Azienda Ros) basteranno poche vendite per iniziare a guadagnare dopo aver coperto tutti gli altri costi.
Il margine di contribuzione totale, ottenuto dalla vendita di tutti i prodotti in un dato periodo, deve dunque essere superiore ai costi fissi e quando questo accade viene raggiunto il punto di pareggio, ovvero il Break Even Point.

Prendiamo ad esempio l’immagine di un imprenditore sempre sotto pressione, con la sigaretta in mano, indaffaratissimo e senza mai un momento libero perché preso dalla bassa marginalità e quindi costretto a dover cercare molti clienti. Dall’altro lato c’è l’imprenditore seduto in poltrona, con molto tempo a disposizione e più rilassato perché sa di avere margini unitari elevati e che le poche vendite saranno sufficienti per coprire totalmente i costi.

Sono quindi aziende Ros quelle che lavorano sulla qualità avendo prezzi e margini molto alti che gli permettono di raggiungere il loro Break Even Point vendendo minime quantità perché hanno un margine di contribuzione elevato. Un’azienda di questo tipo è ad esempio la Ferrari che vende pochissimi pezzi all’anno (8000 automobili) dall’altissima redditività unitaria.
L’azienda Toci invece è quella che raggiunge il punto di pareggio vendendo grandi quantitativi di prodotti o servizi con un basso margine di contribuzione. Un esempio potrebbe essere un supermercato. Questo tipo di impresa ha bisogno di lavorare sulla quantità a prezzi contenuti per arrivare ad un equilibrio tale per poter guadagnare.

Detto questo è meglio essere un’azienda Ros o un’azienda Toci? Ognuna delle due tipologie aziendali ha i suoi pro e i suoi contro. Ovviamente è facile pensare che sia meglio avere un’azienda Ros in grado di marginare molto vendendo pochi prodotti. Probabilmente sì, ma questa tipologia d’azienda si rivolge ad una clientela di nicchia, con prodotti e servizi difficili da piazzare sul mercato. Inoltre l’azienda Ros entra facilmente in perdita: basta una piccolissima variazione in positivo delle vendite per generare un aumento dei margini, ma allo stesso modo una piccola variazione in negativo per entrare nella zona di perdita, al di sotto del punto di pareggio. Questo perché per creare valore è necessario sostenere molti costi fissi in ricerca, sviluppo e qualità.

Nell’azienda Toci invece piccole variazioni delle vendite in positivo e in negativo sono trascurabili: se in un mese il supermercato vende cinquanta yogurth in meno non è un problema, ma ha bisogno di grandi volumi di vendite per superare il punto di pareggio ed entrare nell’area di profitto.

La cosa fondamentale per l’imprenditore è sapere se la sua azienda si colloca sul versante Ros o Toci poiché attualmente il 90% delle PMI italiane non è Ros né Toci, ovvero fatturano e marginano poco. Hanno scritto nel loro DNA la parola: “Fallimento!!!” La situazione ideale è la fusione di entrambi i “punti di vista”, perché sono complementari. Conoscere la tipologia di azienda che si sta gestendo è di prioritaria importanza perché permette di conoscere come guadagnare di più e quindi aumentare la performance aziendale.

Per aiutare l’impresa nella lettura di questi e altri dati aziendali trasformandoli in informazioni utili per una buona gestione dell’impresa e per la costruzione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile così come previsto dall’art. 2086 c.c., secondo comma, il nostro studio ha a disposizione il Cruscotto di Controllo, primo e unico software cloud in Italia basato sulla Balanced Scorecard in grado di fare un’analisi qualitativa dei dati aziendali.

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Da martedì, scatta il cosiddetto tax freedom day (giorno di liberazione fiscale). Dopo poco più di 5 mesi dall’inizio dell’anno,il contribuente medio finisce di lavorare per assolvere tutti i versamenti fiscali dell’anno.

Indirizzo

Via Trieste 77/i
Montichiari
25018

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