Studio Augello dott. Giovanni

Studio Augello dott. Giovanni Studio Commerciale Tributario Lavoro

12/04/2026

𝗔𝗣𝗣𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗔𝗟 𝗩𝗢𝗧𝗢: 𝗜𝗟 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗩𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗜𝗡𝗦𝗜𝗘𝗠𝗘
Cari Colleghi,
siamo giunti alle battute finali di una campagna elettorale intensa. Tra pochi giorni saremo chiamati a una scelta che non riguarda solo i nomi di chi siederà nel prossimo Consiglio Nazionale, ma il modello stesso della nostra professione per i prossimi quattro anni.
In queste settimane abbiamo assistito a due modi opposti di intendere la Categoria.
Da una parte, chi ha scelto la via dell'autoreferenzialità. Chi rivendica "vantaggi incontrovertibili" ignorando l'aumento delle quote (anche per i giovani), il peso degli adempimenti 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗶 per il Fisco e l'occasione storica, che rischia di essere sprecata, di una Riforma che non blinda le nostre competenze esclusive. Chi rincorre fantasiose "proiezioni elettorali" per ostentare una finta invincibilità e chi, in un recente passato, non ha esitato a etichettare 𝗰𝗼𝗺𝗲 "sabotatori" i nostri stessi colleghi che esprimevano un legittimo dissenso.
Dall'altra parte, ci siamo noi. C'è "Unione dei Territori". Noi abbiamo scelto la strada dell'ascolto e della chiarezza, prendendo impegni precisi ed eticamente vincolanti su cui i nostri avversari hanno preferito far calare il silenzio.
Se ci accorderete la vostra fiducia, vi garantiamo che:
• 𝗦𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶: Rifiuteremo per tutto il mandato qualsiasi incarico professionale fiduciario proveniente dalla politica nazionale o dal Governo. Il Consiglio Nazionale deve rispondere solo ai Commercialisti.
• 𝗦𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶: Il bilancio del Consiglio Nazionale non sarà più un affare privato ratificato a porte chiuse, ma sarà sottoposto all'approvazione vincolante dell'Assemblea dei Presidenti territoriali.
• 𝗦𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶: assicuriamo lo svolgimento di un mandato pieno indipendentemente da qualsiasi sollecitazione, anche quelle provenienti dalle prossime elezioni politiche nazionali;
• 𝗗𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗼𝗴𝗴𝗶: Non aspetteremo che i pericoli diventino legge. Saremo sentinelle attive a difesa delle nostre esclusive economico-giuridiche, come abbiamo già fatto denunciando le insidie del DDL di riforma forense.
• 𝗜𝗹 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗿à 𝗦𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗖𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗼: Ribalteremo la piramide. I 𝟭𝟯𝟮 Ordini locali non saranno più considerati "feudi elettorali" da recintare, ma i veri protagonisti delle decisioni.
Un richiamo finale desideriamo farlo alla responsabilità individuale. Ci rivolgiamo pertanto direttamente a ciascuno dei circa 1.338 i Consiglieri degli Ordini territoriali chiamati alle urne. In queste ore decisive, non dimenticate mai che il voto è, e resta, un atto strettamente individuale. Ognuno di voi ha una responsabilità personale verso i colleghi che lo hanno eletto sul territorio. Non cedete all'idea che "i giochi siano già fatti" e non sentitevi in dovere di appiattirvi su maggioranze locali precostituite. Ciascuno di voi ha il potere di cambiare le cose. Qualsiasi contributo ha la sua rilevanza e nessuna espressione di voto va considerata inutile. Anche un solo voto libero, espresso per profonda convinzione e non per mero allineamento, può fare la differenza. Ogni voto è utile per costruire l’alternativa.
𝗜𝗹 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 è 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲: usatelo per dare alla nostra Categoria un voto "ben dato", e mai più un voto "bendato".
Il momento di unire le forze è 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼.

13/03/2026

Onorato per l'opportunità di intervenire quale relatore in Audizione in Commissione Senato sul DDL 1434 in esame. Un momento vissuto con la consapevolezza di poter rendere un contributo alla collettività ed alla categoria professionale cui appartengo. Ringrazio chi mi ha coinvolto e dato fiducia. Forza A.N.C.

01/01/2026

📰 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗔𝗟𝗜𝗦𝗧𝗜: 𝗗𝗘𝗠𝗢𝗖𝗥𝗔𝗭𝗜𝗔, 𝗧𝗨𝗧𝗘𝗟𝗔 𝗘 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗘𝗚𝗜𝗖𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗘𝗦𝗘

In una fase di profonde trasformazioni normative, economiche e istituzionali, il ruolo del sindacato torna centrale nel garantire equilibrio democratico e tutela reale dei colleghi.

È questo il cuore dell’intervento di Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che ribadisce con chiarezza il valore dell’autonomia dell’azione sindacale come presidio indispensabile per il futuro della professione.

💬 «𝗟’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗺𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗹𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼», afferma Cuchel, ricordando come rappresentare significhi dare voce agli iscritti, vigilare sui processi decisionali e difendere il diritto al dissenso.

📌 Il diritto alla salute del professionista e il diritto di astensione collettiva, oggi riconosciuti, sono il risultato concreto di un’azione sindacale coerente, libera e indipendente, portata avanti dall’ANC da oltre 75 anni.

In questo quadro si inserisce anche la riflessione di Mario Civetta, candidato alla presidenza del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che richiama la necessità di una governance partecipata, democratica e fondata sull’ascolto dei territori.

💬 «𝗜 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲», sottolinea Civetta, evidenziando il ruolo strategico della professione nel supporto alle imprese, agli enti locali e nell’attuazione delle politiche pubbliche, dal PNRR alla transizione digitale ed ecologica.

👉 Un confronto che va oltre la dimensione elettorale, e che pone al centro il modello di rappresentanza, di leadership e di democrazia interna richiesto oggi dalla categoria dei commercialisti.

18/12/2025

Care colleghe e cari colleghi,

dopo l’allarme lanciato il 1 novembre dalle pagine del quotidiano Italia Oggi sul trend negativo del bilancio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, siamo costretti a tornare sulla questione, preoccupati di ciò che sta avvenendo.

Con la pubblicazione del bilancio preventivo 2026, emerge infatti che è stato effettuato un aggiornamento al preventivo 2025, che chiude con un disavanzo economico di € 𝟰.𝟯𝟬𝟳.𝟵𝟵𝟳,𝟯𝟳 rispetto agli originari preventivati € 2.587.200,00 e, anche per il 2026, il disavanzo economico viene ipotizzato di € 𝟮.𝟱𝟳𝟰.𝟮𝟬𝟬,𝟬𝟬, a dimostrazione del fatto che l’obiettivo di pareggio, priorità di un ente pubblico non economico, non è tra le finalità dell’attuale dirigenza. Una situazione che a nostro avviso continua a sollevare molti interrogativi non solo contabili, ma politici e di governance.

Già dal 2023 è emersa una controtendenza rispetto al passato, si registra infatti una differenza tra valore e costi della produzione di € -448.019,70 nel conto economico, e il relativo avanzo economico si mostra estremamente contratto, rispetto all’abituale, di € 332.510,95, controtendenza esplosa nel 2024 con un disavanzo economico di € 𝟵𝟱𝟲.𝟰𝟭𝟭,𝟬𝟬, cristallizzata con i due preventivi relativi al 2025 e 2026 sopra citati.

𝗗𝗜𝗦𝗔𝗩𝗔𝗡𝗭𝗢 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗢

Disavanzo Economico 2024 € 𝟵𝟱𝟲.𝟰𝟭𝟭,𝟬𝟬
Disavanzo Economico 2025 € 𝟰.𝟯𝟬𝟳.𝟵𝟵𝟳,𝟯𝟳
Disavanzo Economico 2026 € 𝟮.𝟱𝟳𝟰.𝟮𝟬𝟬,𝟬𝟬

È palese che non siamo di fronte ad un incidente di percorso ma a un trend strutturale, effetto di scelte politiche finalizzate all’aumento esponenziale delle spese correnti, in particolare per gli organi dell’ente.

Gli aumenti dei costi non possono essere ricondotti principalmente agli importi erogati agli ordini come trasferimento straordinario di 7,7 milioni in tre anni, sterilizzati dalle maggiori entrate di pari importo, per effetto del maggior contributo richiesto alla base, con l’aumento delle quote; nemmeno ai congressi di categoria o campagne pubblicitarie, facilmente prevedibili ed effettuate ciclicamente. Tali aumenti vanno attribuiti pertanto al maggior costo degli organi dell’ente, passato complessivamente da € 𝟭.𝟱𝟲𝟰.𝟬𝟭𝟲,𝟬𝟬 del 2022 a € 𝟮.𝟵𝟮𝟵.𝟱𝟯𝟴,𝟬𝟬 del 2024 (ultimo consuntivo), per arrivare ad € 𝟯.𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬 preventivati per il 2026, il tutto nel massimo silenzio, senza una nota di giustificazione.

𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗡𝗧𝗘

Anno 2022 € 𝟭.𝟱𝟲𝟰.𝟬𝟭𝟲,𝟬𝟬
Anno 2023 € 𝟮.𝟱𝟱𝟯.𝟬𝟱𝟬,𝟬𝟬
Anno 2024 € 𝟮.𝟵𝟮𝟵.𝟱𝟯𝟴,𝟬𝟬
Anno 2025 € 𝟯.𝟭𝟵𝟵.𝟭𝟬𝟬,𝟬𝟬
Anno 2026 € 𝟯.𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬

È un paradosso: gli iscritti pagano di più, ma l’Ente produce disavanzi economici sempre maggiori.

È vero, abbiamo un avanzo degli anni precedenti tale da permetterci di coprire le perdite economiche prodotte, ma il patrimonio netto dell’ente si sta inesorabilmente depauperando, dovendo coprire i disavanzi del 2024-2025-2026, complessivamente di poco meno di € 𝟴.𝟬𝟬𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬. Di questo passo, nell’arco dei prossimi 5 anni, il patrimonio sarà totalmente azzerato.

𝗣𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗡𝗘𝗧𝗧𝗢

Patrimonio Netto 2023 € 𝟮𝟭.𝟱𝟴𝟲.𝟯𝟱𝟭,𝟮𝟳
Patrimonio Netto 2024 € 𝟮𝟬.𝟲𝟮𝟵.𝟵𝟰𝟬,𝟰𝟰
Patrimonio Netto 2025 € 𝟭𝟲.𝟯𝟮𝟭.𝟵𝟰𝟯,𝟬𝟳
Patrimonio Netto 2026 € 𝟭𝟯.𝟳𝟰𝟳.𝟳𝟰𝟯,𝟬𝟳

Manca una visione complessiva, manca trasparenza nei criteri di programmazione e soprattutto manca condivisione. La categoria è di tutti e il CN la casa di ogni Collega, forse è bene ricordarlo!

Il nostro auspicio è che queste osservazioni siano oggetto di riflessione e di confronto all’interno dell’Assemblea degli Ordini che si terrà domani, occasione di incontro dalla quale, come sempre, le Associazioni saranno escluse.

Da ultimo, permettete un riferimento all’Informativa n. 159/2025 del Presidente del CNDCEC, rispetto alla quale si ritiene utile, nonché doveroso, fornire alcune puntualizzazioni di merito e di metodo. Informativa appresa dai social, pubblicata da qualche Consigliere nazionale, e mai ricevuta dall’Associazione o dal suo Presidente.

Sul piano istituzionale, esprimiamo non poca sorpresa per il tono e per il contenuto di una comunicazione che travalica il perimetro dell’informazione interna, per assumere carattere apertamente polemico e personale nei confronti del Presidente di un’Associazione.

Non è accettabile che un’informativa ufficiale di un ente pubblico venga utilizzata per stigmatizzare, lanciare accuse affrettate, se non scomposte e ipotizzare azioni di tutela rispetto alle valutazioni espresse da un’organizzazione sindacale rappresentativa, nell’esercizio della propria funzione di analisi e critica.

Il pluralismo e la libertà di espressione del pensiero sono valori costituzionalmente garantiti e tutelati e, di converso, il Codice Deontologico, impropriamente citato nel documento informativo in parola, impone ai vertici istituzionali di mantenere un comportamento improntato al rispetto reciproco e al confronto leale, anche di fronte a posizioni non coincidenti.

L’Informativa n. 159/2025, per formulazione e contenuto, presenta profili che ne evidenziano la natura impropriamente intimidatoria.

L’utilizzo di frasi quali: “non sarà accettato che si pongano dubbi infondati … interesse che sarà tutelato in tutte le sedi competenti”, è tipico di un linguaggio minaccioso. Dette frasi contengono un tono di diffida incompatibile con la neutralità istituzionale; termini quali “capzioso”, “fazioso”, “artatamente allarmistico”, non si limitano a voler confutare un dato, ma mettono in discussione la correttezza professionale e la buona fede del Presidente ANC.

In un contesto istituzionale, tali formule equivalgono a un abuso del canale comunicativo pubblico e rappresentano un tentativo di esercitare pressione, anche psicologica, nei riceventi e provocano un danno reputazionale nei confronti di un legittimo interlocutore.

Si tratta di un precedente pericoloso, che rischia di minare il principio stesso della naturale dialettica democratica nella rappresentanza della professione.

Sul piano dei risultati contabili, le dichiarazioni rese dall’ANC, in sede di intervista, si fondano su dati tratti dai documenti ufficiali del CNDCEC, non su illazioni.

Resta pertanto del tutto legittimo, se non doveroso, interrogarsi sui dati espressi nel Conto Economico, riconciliati con l’avanzo espresso sul Rendiconto Finanziario.

È utile ricordare che lo stesso D.P.R. 97/2003 prevede la tenuta contestuale della contabilità finanziaria e di quella economico-patrimoniale. Non può dunque essere definita come “fuorviante” un’analisi condotta su dati che la stessa normativa impone di rilevare e pubblicare.

Sul piano del confronto, si registra l’ennesimo rifiuto del Consiglio Nazionale, quale ente di vertice della professione, di adempiere al dovere di rispondere alle legittime domande della categoria con dati, non con diffide.

Attribuire carattere “capzioso” o “artatamente allarmistico” a un legittimo esercizio di critica, significa confondere la tutela dell’immagine con la negazione del confronto democratico.

L’ANC, malgrado il tentativo fortemente intimidatorio, sottolinea di non avere alcun interesse a generare allarmismi, ma rivendica con forza il diritto e il dovere di vigilare sull’uso delle risorse derivanti dai contributi obbligatori degli iscritti.

Il rispetto delle opinioni diverse non è un atto di cortesia, è una condizione fondante di qualsiasi rappresentanza.

L’ANC auspica, pertanto, che il Consiglio Nazionale voglia riportare la dialettica tra istituzioni e rappresentanza sindacale nel solco della reciprocità, della trasparenza e della responsabilità, evitando derive personalistiche o intimidatorie che nulla hanno a che vedere con la dignità della professione e l’esclusione selettiva da eventi di categoria o dinieghi di patrocinio a convegni tradizionalmente di alto profilo e di rilevanza nazionale.

Nel frattempo, l’Associazione proseguirà nel proprio ruolo di presidio critico e costruttivo.

Ritenendo di avere contribuito ad una visione più equilibrata, rispetto all’unica narrazione che avete avuto occasione di conoscere, auguro a tutte e a tutti di trascorrere Feste serene.

Marco Cuchel
Presidente ANC

26/09/2025

📍 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝟐𝟓 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 – 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐠𝐧𝐨 “𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐞 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞”

"Ringrazio innanzitutto per l’invito e per l’accoglienza, tutto il direttivo di ANC Benevento, il Presidente Salvatore Fusco, l’Ordine di Benevento e Confindustria Benevento che ci ospita in questa splendida sala. I miei complimenti ad ANC Benevento anche per l’organizzazione di questo evento e per il tema affrontato, di estrema attualità e interesse.

Nell’occasione ho voluto ricordare che l’Associazione Nazionale Commercialisti è stata fondata nel 1950 e, da allora, ha mantenuto sempre una linea chiara e trasparente. Le nostre posizioni, indipendentemente da chi fosse alla guida dell’associazione, sono state improntate esclusivamente alla tutela della categoria, fino all’ultimo dei colleghi iscritti.

Trovo singolare, e a volte inspiegabile, che le stesse posizioni possano essere considerate in alcuni momenti utili ed efficaci, e in altri invece viste come non opportune o addirittura dannose per la categoria. In realtà, la nostra coerenza è rimasta costante nel tempo: abbiamo sempre agito nel merito, mai per strumentalizzazioni o per contrastare qualcuno.

Quello che purtroppo è mancato in questa legislatura è stato il confronto. Non abbiamo mai avuto la possibilità di discutere seriamente all’interno della categoria delle posizioni assunte dal Consiglio nazionale. È mancata condivisione, partecipazione, unità. È per questo che, a volte, siamo stati costretti a rendere pubbliche le nostre posizioni anche all’esterno, proprio perché non ci veniva concesso un vero dibattito interno.

Accanto alla politica di categoria, oggi ho voluto parlare anche di intelligenza artificiale, che rappresenta l’ultima frontiera della digitalizzazione. Noi commercialisti siamo forse la categoria più digitalizzata del Paese: grazie al nostro contributo, la Pubblica Amministrazione ha potuto compiere grandi passi avanti. Tuttavia, i processi di innovazione li abbiamo sempre subiti, senza poterli governare. Questo ha comportato la perdita di molte opportunità in tema di riconoscimento del nostro ruolo, visibilità e autorevolezza.

Con l’intelligenza artificiale non possiamo permetterci lo stesso errore. Dobbiamo esserne protagonisti. L’IA è già entrata nella nostra vita quotidiana e nella nostra attività professionale: non possiamo più farne a meno. Ma dobbiamo usarla in maniera consapevole, con formazione adeguata, mantenendo sempre centrale il fattore umano, cioè la competenza e la professionalità del commercialista.

Ci preoccupa, invece, l’uso che la Pubblica Amministrazione intende farne in ambito fiscale e tributario. Pensiamo alla sua applicazione in ambito di contenzioso tributario o di accertamenti: se il prodotto finale dell’IA non fosse oggetto del controllo puntuale di un funzionario a valle del processo, le conseguenze potrebbero essere devastanti per i cittadini e, di riflesso, per la nostra categoria. È per questo che chiediamo di essere presenti ai tavoli tecnici dove si decidono i documenti da fornire all’IA, le regole da impostare negli algoritmi, i criteri etici e di trasparenza.

Il ruolo del commercialista è determinante in questo processo, e non possiamo rimanere indietro. L’ANC lancia da tempo un grido d’allarme su questi rischi. Se l’IA sarà utilizzata in maniera impropria dalla Pubblica Amministrazione, i cittadini e noi professionisti ci troveremo in grande difficoltà. E purtroppo dobbiamo constatare che anche su questo tema siamo totalmente assenti.

Ecco perché ribadisco: senza confronto e senza dialogo all’interno della categoria, siamo costretti a rivolgerci all’esterno, a chi ha la responsabilità di legiferare e riformare. La tutela dei colleghi e dei cittadini non può prescindere dal coinvolgimento dei decisori istituzionali."

, Presidente

30/08/2025

📌 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐎𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐄𝐆𝐎𝐙𝐈𝐀𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐑𝐈𝐒𝐈: 𝐈𝐋 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄 𝐄̀ 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐕𝐈𝐋𝐔𝐏𝐏𝐎

L’ANC sottolinea l’importanza della decisione della Camera di Commercio di Napoli che ha varato un piano straordinario da 28 milioni di euro per il rilancio del tessuto imprenditoriale della città e della provincia.

Un segnale importante, soprattutto per l’inclusione di misure a sostegno della composizione negoziata della crisi di impresa (CNCI), strumento che consente alle imprese in difficoltà di intraprendere, laddove possibile, un percorso di risanamento con il supporto di un professionista indipendente.

Il Presidente Marco Cuchel commenta:
“L’ANC è impegnata da tempo a promuovere la conoscenza della CNCI, introdotta nel 2021 e recepita nel Codice della crisi d’impresa con il D.Lgs. n. 14/2019. Plaudiamo alla delibera della CCIAA di Napoli che, attraverso convenzioni con gli ordini professionali, mira ad agevolare il ricorso alle procedure di composizione”.

“Ci auguriamo” – conclude Cuchel – “che anche altre Camere di Commercio adottino misure analoghe per sostenere le imprese e valorizzare il ruolo dei professionisti”.

🔗 Leggi il comunicato completo: www.ancnazionale.it

✅ Instagram (sintesi)

14/07/2025

🧾 𝐑𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐄𝐥𝐛𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞 𝐍𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐀𝐑 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐧. 𝟏𝟑𝟕𝟏𝟎/𝟐𝟎𝟐𝟓

🟥 Il TAR non salva il Codice. Salva solo il potere di chi lo ha imposto.

Con il suo commento trionfalistico alla sentenza del TAR del Lazio, il Presidente Elbano de Nuccio dimostra ancora una volta di non voler ascoltare – né rappresentare – una parte significativa della categoria.

La sentenza n. 13710/2025 non dichiara che il nuovo Codice Deontologico sia “giusto” o “condivisibile”: dice soltanto che può essere scritto così, perché chi lo ha scritto aveva il potere formale per farlo. Nulla di più.

📌 𝐂𝐞 𝐥𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢:

“Il controllo del giudice si ferma alla legittimità formale… Le scelte di merito spettano all’ente” (p. 12).

“Il rapporto tra iscritti e Ordine non è gerarchico, ma orizzontale” (p. 11).

Una precisazione netta, che smonta ogni tentativo di far passare questa decisione come una benedizione di merito. Il TAR non ha promosso il Codice: ha semplicemente affermato che, purtroppo, era nelle facoltà dell’ente scriverlo in quel modo.

⚠️ 𝐌𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞, 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐜𝐨𝐦’𝐞̀, 𝐞̀ 𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚.

Con regole pensate non per sostenere chi lavora, ma per controllare chi dissente.

📌 𝑷𝒓𝒐𝒗𝒂 𝒏𝒆 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒈𝒓𝒂𝒗𝒊:

❌ 𝑫𝒊𝒗𝒊𝒆𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒊𝒏𝒗𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒆𝒎𝒂𝒊𝒍 𝒊𝒏𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆, 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆;

❌ 𝑪𝒆𝒏𝒔𝒖𝒓𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒗𝒆𝒏𝒕𝒊𝒗𝒂 𝒔𝒖 𝒕𝒐𝒏𝒊 “𝒆𝒏𝒇𝒂𝒕𝒊𝒛𝒛𝒂𝒏𝒕𝒊”, “𝒔𝒖𝒈𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒊”, “𝒔𝒖𝒑𝒆𝒓𝒍𝒂𝒕𝒊𝒗𝒊”;

❌ 𝑫𝒊𝒗𝒊𝒆𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒄𝒍𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒆𝒔𝒑𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒐;

❌ 𝑳𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒊𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒂𝒎𝒃𝒊𝒕𝒐 𝒆𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒏𝒐.

Chi decide cosa è “decoroso”? Chi decide cosa è “molesto”? Sempre lo stesso ente che ha scritto le regole, le interpreta e sanziona chi le viola. Un ente che oggi si celebra da solo, ignorando ogni dissenso.

❗ 𝐍𝐨𝐢, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨.

È stata una battaglia difficile, iniziata in salita. Una battaglia che abbiamo condotto come extrema ratio, per impedire che un Codice percepito da molti come vessatorio e liberticida entrasse in vigore senza opposizione.

Non dimentichiamo nemmeno la totale assenza di collaborazione da parte del Consiglio Nazionale. A dimostrarlo, un fatto gravissimo: ANC ha dovuto attivare una procedura giudiziaria per l’accesso agli atti – accolta dal TAR – per ottenere documenti fondamentali negati dal Consiglio Nazionale.

📣 𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞: 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨.

Un Codice può essere regolare e, insieme, sostanzialmente ingiusto.

Quando viene usato per condizionare, punire, zittire, non è più deontologia: è disciplinamento.

📌 Ogni codice che pretende obbedienza senza ascolto, disciplina senza confronto, autorità senza rappresentanza, è un codice che ha già tradito la sua missione.

🎯 𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐟𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞. 𝐄 𝐧𝐨𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐩𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚.

ANC Comunicazione

10/07/2025

📣 𝑷𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒂𝒕𝒆𝒈𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒂

In un momento storico in cui servirebbe compattezza e rappresentanza vera, la professione del commercialista sconta divisioni interne, carenza di pluralismo e un deficit di democrazia che ne indeboliscono il ruolo nel confronto con istituzioni, imprese e cittadini.

🗞️ Su Economy Magazine, Marco Cuchel, Presidente ANC, denuncia i limiti dell’attuale gestione istituzionale della categoria e fa un appello alla coesione, alla trasparenza e alla partecipazione reale.

🗨️ «Perché senza democrazia non c’è rappresentanza. E senza rappresentanza vera, non c’è forza né per la categoria né per il Paese.»

📌 Leggi l’articolo completo pubblicato su Economy (n. 102, 8 luglio 2025)

10/06/2025

𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐮𝐜𝐡𝐞𝐥, 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨. 𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞?

Siamo rimasti sbigottiti dalle parole del Presidente, soprattutto perché queste sono state pronunciate in pubblico, alla presenza della politica, del Ministro Giorgetti e di altri rappresentanti istituzionali. Non siamo professionisti del dissenso, l'ANC da sempre si concentra sul merito delle questioni. Rimandiamo al mittente questa affermazione, con un certo disappunto, perché il Presidente nazionale, che dovrebbe rappresentare tutti i colleghi dell'intera categoria, dovrebbe attenersi ai fatti e non continuare a dipingere una realtà totalmente distante da quella che viviamo quotidianamente. La narrazione che viene fatta è del tutto difforme dalla realtà. Noi l'abbiamo definita più volte propaganda. Purtroppo sembra che alcuni vogliano ignorare per esempio le difficoltà quotidiane con l'Agenzia delle Entrate, con la quale per esempio non riusciamo nemmeno a prendere un appuntamento. Senza contare che ad oggi, 10 giugno, non siamo ancora messi nelle condizioni di chiudere le dichiarazioni e trasmettere le dichiarazioni dei redditi. Quanto a nuovi albi e ruoli, anche in questa legislatura è tutto un proliferare. In merito alle fantomatiche esclusive poi, contrariamente a quanto dichiarato dal Presidente, di fatto non esistono.

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐧𝐜𝐞, 𝐓𝐂𝐅, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨?

L'attività svolta in merito al “controllo del rischio fiscale” non è assolutamente un'esclusiva della nostra categoria. Si tratta di una competenza che riguarda non solo i commercialisti, ma anche gli avvocati. Inoltre, non può essere definita un’esclusiva, considerando che può riguardare solo una parte minima della categoria. Abbiamo calcolato che coinvolge solo lo 0,01% dei Colleghi. Per quanto concerne gli interpelli, è stato affermato che, anche per le imprese sotto soglia, sarà possibile aderire alla Cooperative Compliance. In realtà, per quanto esista la possibilità di aderire anche per le imprese con un volume d'affari sotto i 750 milioni, di fatto però questo processo è troppo oneroso e complesso, quindi non verrà adottato, nemmeno da quelle imprese che potrebbero farlo. È teoricamente accessibile, ma economicamente e tecnicamente impossibile da realizzare.

𝐄' 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜'𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢?

Non c’è stato alcun aumento degli iscritti, al contrario, le statistiche mostrano che la categoria soffre di una mancanza di nuove iscrizioni. L’età media dei professionisti sta salendo proprio per questo, ed è sempre uno dei motivi per cui il dato astratto del reddito medio è salito. Ma quando si parla di aumento dei redditi, bisogna considerare anche la mediana, poiché il reddito medio non significa che tutti i 122.000 professionisti abbiano goduto di un aumento.

𝐈𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐞 𝐍𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥'𝐢𝐭𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟑𝟗 𝐞̀ 𝐢𝐧 “𝐦𝐚𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐨 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞”. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢?

La riforma del 139 è stata presentata ad aprile dello scorso anno con una prima bozza, ma ci sono stati solo due giorni per dibatterne con gli ordini e un incontro di sole due ore con i sindacati. Non ci sono state assemblee territoriali né altri momenti di discussione tra gli organismi della categoria. Non c’è stata trasparenza riguardo alle modifiche proposte, e non sappiamo nemmeno come sia stato trattato l'articolo 25, che riguarda il sistema elettorale. L’iter che ha portato alla proposta è stato del tutto scorretto, presentando il testo prima alla politica e poi alla categoria, senza coinvolgere realmente gli organismi professionali. Questo è inaccettabile, soprattutto per una modifica che riguarda la nostra "Costituzione" professionale, il dlgs. 139. Avremmo voluto un processo più democratico e partecipativo, ma purtroppo questo non è avvenuto. Abbiamo quindi contestato questa mancanza di coinvolgimento, scrivendo anche ai Ministeri e al Presidente del Consiglio.

𝐈𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐞 𝐍𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐭𝐨, 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐚 𝐥𝐞𝐢, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 "𝐯𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐓𝐕” 𝐞 “𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐨𝐧𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐫𝐮𝐨𝐭𝐞". 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞?

Noi vogliamo sicuramente lasciare lavorare il Consiglio Nazionale, che è stato eletto per esercitare le proprie funzioni. Tuttavia, come avevamo già detto in campagna elettorale, ci aspettiamo che ci sia una condivisione e una partecipazione di tutta la categoria. Non possiamo accettare un pensiero unico che ignora le istanze di tutela avanzate da altri organismi, come le fondazioni, le casse di previdenza, e le associazioni di categoria. Se si vuole davvero lavorare per il bene di tutti, bisogna partire dalla partecipazione e dal coinvolgimento, non si può pensare che un "uomo solo al comando" decida le sorti di tutta la categoria senza nemmeno consultare il proprio Consiglio.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐥'𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞?

Purtroppo, come negli anni precedenti, vediamo ancora una volta una passerella politica, il Presidente nazionale ha usato l’occasione per attaccare alcuni ordini e associazioni in maniera irresponsabile. Non è accettabile che, mentre si invoca la responsabilità, la stessa venga scaricata sulle spalle altrui. Purtroppo, questa continua violazione dell’etica e della deontologia, come è avvenuto oggi, ha messo in luce ancora una volta la mancanza di dialogo reale. La politica ha il suo ruolo, ma anche noi, come commercialisti, meritiamo rispetto e la possibilità di confrontarci su tematiche che riguardano la nostra professione. L’ANC, da 75 anni, lotta, nell'ambito delle proprie prerogative per il benessere dell’intera professione e porta avanti richieste legittime, sempre nel merito, senza strumentalizzazioni.

03/06/2025

Decaduti da rottamazione-quater.
Scade il 9 giugno 2025 l’8a rata della Rottamazione-quater per i non decaduti, i giorni concessi sono un po' di più rispetto alla scadenza naturale del 31-5, è possibile infatti effettuare il versamento entro il 9 giugno 2025.
Tutti coloro che invece al 31 dicembre 2024 erano decaduti dalla Definizione agevolata a causa di un mancato o parziale versamento e che hanno ri-aderito alla rottamazione entro il 30 Aprile 2025, non sono in alcun modo interessati dalla scadenza dell’8° rata. Entro il prossimo 30 giugno 2025 riceveranno la Comunicazione delle somme dovute.

01/06/2025

SEMPLIFICAZIONE FISCALE: PAROLE PAROLE PAROLE.... Il nuovo CUNEO FISCALE, introdotto dalla legge di bilancio 2025 e spiegato da una corposa circolare dell’Agenzia delle entrate (Circolare n. 4/E 16-05-2025) , rileva complicazioni farraginose e complicate, quasi infernali. Da giugno questo bonus dovrebbe essere inserito nelle buste paga dei lavoratori. Meccanismo che complica la vita ad Aziende, lavoratori o contribuenti ed ai consulenti. L'operazione non sarà per nulla semplice e non è detto che tutte le aziende riescano a completare in tempo gli adempimenti. Il nostro Legislatore non poteva fare di meglio per disonorare tutte le promesse fatte in tema di semplificazione fiscale.

17/05/2025

📢 𝐑𝐀𝐓𝐄𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝟏𝟐𝟎 𝐑𝐀𝐓𝐄: 𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐎𝐒𝐓𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐒𝐀𝐍𝐀𝐑𝐄 𝟏𝟔𝟎 𝐌𝐈𝐋𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐑𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄

💬 “𝑅𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑏𝑢𝑟𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑎𝑑𝑒𝑚𝑝𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑖𝑙𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑙’𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒.”

Nell’intervista pubblicata su L’Espresso, il presidente della Commissione Finanze della Camera Alberto Luigi Gusmeroli dialoga con il presidente ANC Marco Cuchel su una proposta concreta per alleggerire il peso fiscale su cittadini e imprese: una maxi-rateizzazione in 120 mensilità per 23 milioni di italiani.

📈 Una misura che punta a semplificare, ridurre i costi e stimolare la ripresa.

🤖 Spazio anche al ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale nel rapporto tra professionisti e politica.

👇 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐋’𝐄𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨!

Indirizzo

Centro Direzionale Di Napoli Interstate. A7 Sc. A Napoli
Naples
80143

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:30
15:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:30
15:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 13:30
15:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:30
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Venerdì 09:00 - 13:30
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