24/10/2026
✅ 𝗟𝗔 𝗚𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗢𝗩𝗥𝗔𝗜𝗡𝗗𝗘𝗕𝗜𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗠𝗘𝗧𝗢𝗗𝗢, 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗣𝗘𝗡𝗗𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗥𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗘 𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.
Nell’ambito di un recente incarico quale Gestore della Crisi, ho avuto modo di affrontare una procedura familiare di liquidazione controllata ai sensi degli artt. 66 e 268 e seguenti del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.
Un’attività complessa, che richiede competenze contabili, fiscali, finanziarie e giuridiche, oltre a un’approfondita conoscenza degli strumenti previsti dalla normativa.
È necessario ricostruire le cause che hanno determinato lo squilibrio economico, verificare l’attendibilità della documentazione, esaminare le risultanze delle banche dati creditizie, ricostruire il patrimonio e valutare la concreta possibilità di acquisire risorse da destinare ai creditori.
Nelle procedure familiari, inoltre, assume particolare rilevanza la corretta distinzione delle posizioni debitorie e delle masse patrimoniali dei singoli componenti, pur nell’ambito di una crisi economica comune
È proprio in questa fase che emerge il valore aggiunto del professionista qualificato: trasformare una situazione economica complessa in una ricostruzione documentata, coerente e giuridicamente sostenibile, fornendo al Tribunale gli elementi necessari per le valutazioni di propria competenza.
La liquidazione controllata non rappresenta una cancellazione automatica dei debiti, ma uno strumento disciplinato dalla legge che, nel rispetto dei diritti dei creditori e delle condizioni previste dal Codice della Crisi, può consentire al debitore di affrontare ordinatamente la propria situazione debitoria e, ricorrendone i presupposti, accedere all’esdebitazione.