31/08/2024
Piano Transizione 5.0: Sostegno alla digitalizzazione e alla transizione energetica delle imprese
Cos'è
Il Piano Transizione 5.0, complementare al precedente Piano Transizione 4.0, fa parte di una strategia più ampia per sostenere la digitalizzazione e la transizione energetica delle imprese. Per il periodo 2024-2025, sono stati stanziati 12,7 miliardi di euro a tal fine.
L’articolo 38 del Decreto-legge del 2 marzo 2024, n. 19, convertito in legge il 29 aprile 2024, n. 56, ha introdotto il Piano Transizione 5.0, che prevede
un credito d’imposta per le imprese che effettuano nuovi investimenti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Questi investimenti devono essere destinati a ridurre i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, oppure i consumi energetici dei processi coinvolti di almeno il 5%.
Con il decreto interministeriale del 24 luglio 2024 sono state definite le modalità di attuazione del credito d'imposta, specificando i soggetti beneficiari, gli investimenti ammissibili, le procedure per accedere al beneficio e la documentazione necessaria.
Il decreto direttoriale del 6 agosto 2024 ha previsto l’apertura della Piattaforma Informatica, a partire dal 7 agosto 2024, per la presentazione delle comunicazioni preventive necessarie per richiedere il credito d’imposta “Transizione 5.0” e per le comunicazioni di conferma relative agli ordini effettuati con un acconto di almeno il 20% del costo. Le comunicazioni dovranno essere presentate tramite il sistema telematico del sito del GSE, utilizzando SPID e seguendo le istruzioni disponibili nella sezione dedicata “Transizione 5.0”.
Come funziona
Il Piano offre un credito d’imposta proporzionale agli investimenti effettuati nelle strutture produttive situate in Italia durante il biennio 2024-2025.
Per ottenere il credito d’imposta, l'investimento deve portare a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% nella struttura produttiva o del 5% nei processi coinvolti. Questa riduzione deve derivare da investimenti in beni materiali e immateriali che supportano la transizione tecnologica e digitale delle imprese, secondo il modello “Industria 4.0” (Allegati A e B alla Legge 232/2016).
Sono inclusi, tra i beni ammissibili:
Software, sistemi e piattaforme che monitorano e visualizzano i consumi energetici e l'energia autoprodotta e autoconsumata, o che introducono meccanismi di efficienza energetica tramite la raccolta e l'elaborazione dei dati, anche attraverso sensoristica IoT.
Software gestionali se acquistati insieme a quelli che rientrano nelle categorie ammissibili.
Sono agevolabili anche:
Beni materiali nuovi strumentali finalizzati all'autoproduzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo, ad eccezione delle biomasse, inclusi impianti per lo stoccaggio dell'energia.
Spese per la formazione del personale, fino al 10% degli investimenti nei beni strumentali e con un limite massimo di 300.000 euro.
Tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, settore economico, dimensione o regime fiscale, possono beneficiare di questo contributo, con alcune esclusioni specifiche per imprese in difficoltà finanziaria o soggette a sanzioni. È inoltre necessario rispettare le norme di sicurezza e i contributi previdenziali.
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Ministero delle Imprese e del Made in Italy