Studio Scirpoli & Co. - Accounting, Tax & Management Advisory Services

  • Casa
  • Italia
  • Rivalba
  • Studio Scirpoli & Co. - Accounting, Tax & Management Advisory Services

Studio Scirpoli & Co. - Accounting, Tax & Management Advisory Services Consulenza Aziendale e Tributaria, servizi CAF Impresa - PMI's Corporate Governance, Compliance & IC

Professional Qualified Company Certified UNI 11511 Tax Expert (FAC Certifica/Accredia n. 211) Req. Form SK06
Accountant & Qualified LAPET Tax Management Consultant L. 4/2013 (I) #8952001 #8507001
Admin in Peripheral Competence Centre for Advanced Cloud Unit Payroll Services [CWBPS] CAF Tributaristi - TFdI
Specialist Advisor for Luxury Markets B2C Companies & BankItalia Licensed OPO Professional G

old Operator
Data Processing Center Supervisor for Business Innovators & Start Up
PMI's Corporate Governance, Compliance & ICT Integration

24/12/2025
Ritenuta 1% sui pagamenti B2B: da presidio anti‑evasione a tassazione permanente della liquidità aziendaleLa manovra 202...
17/12/2025

Ritenuta 1% sui pagamenti B2B: da presidio anti‑evasione a tassazione permanente della liquidità aziendale

La manovra 2026 vuole introdurre, a decorrere dal 1° gennaio 2029, una ritenuta d’acconto dell’1% sui corrispettivi relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi tra soggetti economici (B2B), da operarsi al momento del pagamento dal committente/sostituto, con esclusione dei contribuenti che aderiscono al concordato preventivo biennale o al regime di adempimento collaborativo. La relazione tecnica quantifica un maggior gettito stabile di circa 1,4–1,46 miliardi annui, derivante sia dall’emersione di base imponibile oggi non dichiarata sia dal contrasto al mancato versamento di imposte già dichiarate.​

Sotto il profilo sistematico, la misura determina un ribaltamento del baricentro del rapporto Fisco‑impresa: chi non accede a regimi di “cooperative compliance” viene sottoposto a un prelievo automatico sugli incassi, trattato ex ante come contribuente a rischio, a prescindere da qualsiasi evidenza individuale di evasione o inadempimento. La ritenuta non assume quindi solo valenza di acconto, ma svolge una funzione di garanzia indiscriminata a favore dell’Erario, con un impatto immediato sulla tesoreria aziendale e sulla capacità di far fronte ai cicli finanziari, in particolare per professionisti e PMI caratterizzati da margini ridotti e forte dipendenza dai flussi di cassa.​

L’argomentazione ufficiale sulla neutralità per i soggetti “in regola” – per i quali si tratterebbe di una mera anticipazione – trascura il fatto che nell’attuale contesto di tassi elevati, ritardi nei pagamenti commerciali e crescente costo del credito bancario, l’1% trattenuto a monte su tutti i flussi B2B agisce come un drenaggio sistemico di liquidità, con effetti distorsivi sulla capacità di investimento, di onorare puntualmente i fornitori e di sostenere l’occupazione. L’innesto di questo meccanismo su un sistema già caratterizzato da fatturazione elettronica generalizzata e ampio incrocio banche dati rende inoltre evidente che l’obiettivo non è tanto migliorare la conoscibilità dei flussi – già elevata – quanto trasformare la tracciabilità in leva per acquisire gettito in via anticipata e non selettiva.​

Anche in prospettiva comparata, il disegno appare anomalo: istituti come il backup withholding negli Stati Uniti o talune ritenute alla fonte in altri ordinamenti si attivano solo al ricorrere di specifici indicatori di rischio (mancata comunicazione del codice fiscale, incongruenze formali, settori ad alta evasione), mentre qui la condizione attivante è meramente la mancata adesione a regimi opzionali di accordo preventivo con l’amministrazione. Si configura così un incentivo di fatto “coercitivo” all’ingresso in tali regimi, che da strumenti di collaborazione evoluta rischiano di trasformarsi in canali privilegiati per sfuggire a un prelievo sulla liquidità, più che in scelte volontarie di trasparenza avanzata.​

Dal punto di vista della policy, se il problema da aggredire è l’area degli inadempimenti da crisi di liquidità e insolvenza, appaiono molto più coerenti strumenti selettivi basati su risk‑scoring, garanzie mirate, rafforzamento della riscossione e tutela del credito erariale nei confronti dei soggetti effettivamente a rischio, piuttosto che un prelievo “a pioggia” che colpisce indistintamente l’intero tessuto produttivo non “premiato” da regimi collaborativi. Diversamente, la misura rischia di essere percepita come l’ennesimo segnale di sfiducia istituzionale verso le imprese compliant, con l’effetto di peggiorare il clima fiscale e di trasformare una presunta misura anti‑evasione in una stabile tassa occulta sulla liquidità aziendale.

Nuovo Servizio di Recapito Certificato per Comunicazioni Ufficiali (per Studi Legali/Commerciali)Studio Scirpoli & Co. è...
13/02/2025

Nuovo Servizio di Recapito Certificato per Comunicazioni Ufficiali (per Studi Legali/Commerciali)

Studio Scirpoli & Co. è lieto di presentare un innovativo servizio di recapito certificato, destinato a garantire un metodo sicuro, legale e tracciabile per l'invio di comunicazioni importanti.

Grazie all'accordo con un provider certificato, offriamo il Servizio Elettronico di Recapito Certificato (SERC), che fornisce prova legale di invio, accettazione, consegna e lettura di messaggi e file allegati in tempo reale e in tutti i Paesi dell'Unione Europea. Questo servizio permette di certificare comunicazioni inviate tramite email ordinaria o SMS, rendendolo particolarmente utile per soggetti che non dispongono di una casella PEC.

Vantaggi del Servizio

- Validità probatoria: ogni comunicazione inviata ha valore legale e probatorio.
- Tracciabilità garantita: possibilità di monitorare in tempo reale lo stato di invio, ricezione e lettura.
- Riduzione dei costi: evita l'uso della carta e le spese di spedizione tradizionali.
- Versatilità di utilizzo: il servizio è adatto a diversi settori professionali.

A chi si rivolge il Servizio

Il Recapito Certificato è particolarmente utile per:

- Studi di consulenza legale: consente di certificare comunicazioni come diffide ad adempiere, messe in mora, accettazioni e rinunce a mandati ricevuti.
- Studi fiscali: permette di inviare deleghe di pagamento F24 garantendo la data certa della consegna al cliente.
- Amministrazioni condominiali: facilita l'invio certificato di avvisi di convocazione per assemblee condominiali e dei verbali delle riunioni, assicurando che tutti i condomini ricevano le comunicazioni in modo verificabile.

Attivazione del Servizio

Studio Scirpoli & Co. mette a disposizione una dimostrazione gratuita delle funzionalità del servizio per valutarne l'efficacia.
Per l'attivazione del Recapito Certificato, è possibile selezionare il pacchetto più adatto alle proprie esigenze.

Per ulteriori informazioni e per richiedere la dimostrazione gratuita, vi invitiamo a contattare il nostro Studio ai consueti riferimenti.

🚀 Sci.Cre4te è qui! Il tuo Consulente Fiscale AI, ora in versione beta 📊🤖Siamo entusiasti di presentare Sci.Cre4te, il n...
13/02/2025

🚀 Sci.Cre4te è qui! Il tuo Consulente Fiscale AI, ora in versione beta 📊🤖

Siamo entusiasti di presentare Sci.Cre4te, il nostro GPT personalizzato per la consulenza fiscale avanzata! 🎯

🔍 Cosa lo rende speciale rispetto a un GPT generico?
✅ Analisi fiscale approfondita per aziende e privati
✅ Strategie di ottimizzazione fiscale basate sulle normative vigenti
✅ Simulazioni fiscali su dati reali per decisioni strategiche
✅ Interpretazione chiara e affidabile delle leggi, senza margini di ambiguità
✅ Report dettagliati e confronto tra scenari per una gestione fiscale più efficace

💡 Attualmente in versione BETA e disponibile esclusivamente per i Clienti di Studio Scirpoli & Co. - Thinking Forward!

📩 Sei un nostro cliente? Contattaci per scoprire come Sci.Cre4te può supportarti nella gestione fiscale con soluzioni innovative e su misura.

🔗

Attrarre Talenti negli Studi Professionali!        Negli ultimi anni, il rapporto tra giovani professionisti e mondo del...
12/02/2025

Attrarre Talenti negli Studi Professionali!

Negli ultimi anni, il rapporto tra giovani professionisti e mondo del lavoro è cambiato radicalmente. Le nuove generazioni guardano con scetticismo alla stabilità e cercano esperienze dinamiche, mentre molte aziende faticano ad attrarre e trattenere talenti. Come possono PMI e studi professionali rispondere a questa sfida?

1. Capire le Esigenze dei Giovani Professionisti

Molti giovani laureati si sentono incerti sul loro futuro professionale e preferiscono esperienze di breve durata prima di impegnarsi in un percorso a lungo termine. Alcuni fattori chiave che influenzano le loro scelte sono:

- Flessibilità lavorativa: preferiscono orari agili, possibilità di smart working e autonomia.
- Opportunità di crescita: valutano se l’azienda offre un percorso chiaro di sviluppo.
- Ambiente stimolante: vogliono lavorare in un contesto innovativo e con responsabilità reali fin da subito.
- Equilibrio tra vita privata e lavoro: non accettano la cultura dell’"orario infinito".

2. Cosa Possono Fare le PMI e gli Studi Professionali?

Molte realtà medio-piccole offrono opportunità eccellenti, ma non riescono a comunicarlo efficacemente. Ecco alcune strategie pratiche per attrarre e trattenere giovani talenti:

A. Ridefinire il Percorso di Inserimento
Primi 6 mesi fondamentali: la fase iniziale è decisiva per convincere un giovane a restare. Un buon onboarding potrebbe includere:

- Un programma di mentoring con un tutor dedicato.
- Coinvolgimento immediato in progetti concreti.
- Feedback periodici per monitorare aspettative e crescita.

**Esempio pratico**: Uno studio di consulenza ha introdotto un “contratto esplorativo” di 6 mesi, con formazione intensiva e rotazione su più progetti. Il risultato? L’80% dei giovani ha scelto di restare stabilmente dopo il periodo di prova.

B. Offrire Opportunità di Crescita Reale
I giovani sono attratti da aziende che investono nella loro formazione e sviluppo. Alcune soluzioni:

- Finanziamento di corsi e certificazioni aggiornate.
- Creazione di un “piano di carriera” trasparente.
- Possibilità di lavorare su progetti innovativi e di ricerca.

**Esempio pratico**: Un’azienda manifatturiera ha creato un percorso di “micro-promozioni”, in cui ogni 6 mesi i nuovi assunti possono accedere a ruoli con maggiori responsabilità, aumentando il senso di crescita continua.

C. Rendere l’Azienda un Luogo Attraente e Innovativo
Le PMI e gli studi professionali non possono competere con i grandi brand sul nome, ma possono batterli su:

- Cultura aziendale inclusiva e stimolante.
- Uso di tecnologie avanzate per digitalizzare il lavoro.
- Approccio basato su meritocrazia e risultati, non solo sull’anzianità.

**Esempio pratico**: Una PMI del settore IT ha adottato il modello del “lavoro a sprint” usato nelle startup, con obiettivi chiari e autonomia sulle modalità di lavoro. Questo ha reso l’ambiente più dinamico e attrattivo.

3. Comunicare il Valore della Propria Azienda
Spesso le PMI e gli studi professionali non valorizzano abbastanza la propria attrattività. Alcuni modi per migliorare la comunicazione:

- Raccontare storie di successo dei giovani cresciuti internamente.
- Usare i social e LinkedIn per mostrare l’ambiente di lavoro e le opportunità offerte.
- Organizzare eventi per studenti e neolaureati per far conoscere l’azienda da vicino.

Pertanto, attrarre e trattenere giovani talenti non è impossibile, ma richiede un cambio di approccio. Offrire flessibilità, crescita concreta e un ambiente stimolante sono elementi chiave per diventare un punto di riferimento per le nuove generazioni. Le PMI e gli studi professionali che sapranno interpretare questo cambiamento avranno un vantaggio competitivo enorme nel mercato del lavoro di domani.
--
Sci.Cre4te!
Unisciti al Nostro Team di Sviluppo Innovativo: Partecipazione Basata sui Risultati!
Sei un esperto in programmazione, intelligenza artificiale o tecnologie fiscali? Vuoi essere parte di una startup in crescita e contribuire al suo successo?
Chi Siamo:
Siamo una startup ambiziosa che sta rivoluzionando il mondo della consulenza tributaria e aziendale in Italia. Abbiamo una visione chiara: combinare l'innovazione tecnologica con l'expertise fiscale per offrire soluzioni all'avanguardia ai nostri clienti.
Il Nostro Progetto:
Il nostro obiettivo è trasformare radicalmente la consulenza tributaria attraverso l'intelligenza artificiale e software all'avanguardia. Stiamo sviluppando strumenti unici che semplificano la gestione contabile, ottimizzano la pianificazione fiscale e migliorano l'esperienza del cliente. Vogliamo essere leader nel settore, fornendo soluzioni che mettano al centro l'efficienza, la precisione e il valore per i nostri clienti.
Cosa Offriamo:
• Partecipazione ai Profitti: Valorizziamo il contributo individuale e riconosciamo i risultati raggiunti. Ogni membro del team avrà l'opportunità di condividere il successo finanziario della nostra crescita.
• Ambiente Collaborativo: Forniamo un ambiente di lavoro stimolante in cui puoi condividere le tue idee e crescere con colleghi altamente qualificati.
• Sviluppo Personale: Investiamo nella tua crescita professionale attraverso formazione continua e l'accesso a risorse di apprendimento.
Cosa Stiamo Cercando:
• Programmatori esperti con conoscenza in linguaggi come Python, Java, C++, o Ruby.
• Esperti in intelligenza artificiale, apprendimento automatico, elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale.
• Specialisti di tecnologie fiscali con una comprensione approfondita delle normative italiane.
Requisiti:
• Passione per l'innovazione e l'ambizione di eccellere.
• Comprovata esperienza nello sviluppo di software complessi o nell'applicazione dell'IA in contesti reali.
• Voglia di crescere e imparare in un ambiente dinamico.
Come Candidarsi:
Inviaci il tuo curriculum vitae e una lettera di presentazione all'indirizzo [[email protected]]

Il 31 ottobre rappresenta una data simbolica e cruciale per il sistema fiscale italiano, segnando la fine di un periodo ...
24/10/2024

Il 31 ottobre rappresenta una data simbolica e cruciale per il sistema fiscale italiano, segnando la fine di un periodo particolarmente tormentato per contribuenti e professionisti. Questo arco temporale, caratterizzato dal concordato preventivo biennale e dal ravvedimento speciale, ha sollevato una serie di problematiche che hanno generato ampi dibattiti e forti critiche. Tra incertezze costituzionali, comunicazioni confuse e un quadro normativo in costante evoluzione, gli operatori del settore fiscale si sono trovati ad affrontare un clima di grande disagio, culminato in scioperi e in molteplici minacce di azioni simili.
Il quadro normativo: inadeguatezza e complessità
Come ampiamente evidenziato, la situazione attuale risulta problematica sotto diversi aspetti. A pochi giorni dalla chiusura del termine per l'adesione al concordato biennale, la confusione è ancora palpabile. I professionisti si lamentano della scarsità di tempo avuto per valutare le posizioni dei propri clienti e fornire loro adeguate indicazioni. Il sito dell’Agenzia delle Entrate, con un ritardo considerato critico, ha reso disponibile una versione provvisoria dei prospetti, contenente errori di calcolo che hanno necessitato di continui aggiornamenti.
Tali errori sono stati attribuiti a una complessa combinazione di fattori, tra cui la necessità di includere le esenzioni per gli anni Covid legati agli Isa, il che ha portato all’esclusione di numerose categorie di contribuenti dall’adesione al provvedimento. La mancanza di un’adeguata programmazione ha inevitabilmente esacerbato la confusione generale, rendendo estremamente difficile per i contribuenti prendere decisioni informate in tempi così ristretti.
È evidente che una proroga di qualche settimana, o addirittura di un mese, sarebbe comunque insufficiente per far fronte a queste problematiche. La complessa macchina burocratica italiana, con tutte le sue inefficienze e ritardi, sembra nuovamente mostrare i suoi limiti, sottoponendo contribuenti e professionisti a una pressione insostenibile.
Incertezza economica e previsioni poco chiare
Un altro elemento di grande preoccupazione è rappresentato dalle previsioni economiche su cui si basa l’adesione al concordato. L'incertezza domina il panorama, soprattutto per il biennio 2024-2025, periodo durante il quale l’economia europea dovrà affrontare numerose sfide, tra crisi energetiche e tensioni geopolitiche. Queste previsioni, su cui si fonda la possibilità di accedere al concordato, appaiono rischiose e inaffidabili, soprattutto considerando che solo i contribuenti che vedranno incrementi di reddito significativi nel prossimo biennio potranno trarre beneficio dal provvedimento. Una condizione che esclude automaticamente una vasta fascia di contribuenti, riducendo così l’adesione e, di conseguenza, l’efficacia complessiva dell’operazione.
A peggiorare la situazione, la sanatoria prevista si applica soltanto per il periodo 2018-2022, lasciando scoperta l'annualità 2023, che rimarrà esposta a possibili verifiche future da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questo ulteriore elemento di incertezza spinge molti contribuenti a non aderire, temendo di incorrere in controlli futuri o di esporsi a rischi non calcolabili al momento dell'adesione.
Il peso della burocrazia sui professionisti
Un tema ricorrente in questo contesto è il disagio crescente tra i professionisti del settore, che si sono trovati a gestire un sistema normativo non solo complesso, ma in continua evoluzione. Ogni giorno emergono nuovi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, attraverso FAQ che, paradossalmente, assumono il ruolo di fonti quasi normative. La mancanza di chiarezza e coerenza normativa ha inevitabilmente esposto i professionisti a rischi operativi e legali, generando un clima di incertezza e disagio.
A peggiorare ulteriormente la situazione è il malfunzionamento dei sistemi informatici dell’Agenzia, che hanno rilasciato prospetti spesso errati o incompleti, richiedendo continui aggiornamenti e correzioni. Le software house incaricate di supportare i professionisti, già sotto pressione per i continui cambiamenti normativi, faticano a mantenere il passo, contribuendo a creare un quadro di caos operativo che si riflette negativamente su tutto il sistema.
A tutto ciò si aggiunge la tendenza a scaricare le responsabilità sui consulenti fiscali e sugli intermediari, rendendoli il capro espiatorio di una struttura normativa e burocratica sempre più complicata. Le scadenze ravvicinate e l’incertezza sulle regole in vigore accentuano ulteriormente questo clima di malcontento e frustrazione, spingendo molti professionisti a denunciare una situazione insostenibile.
Rischi e incertezze per i contribuenti
Le regole che disciplinano il concordato preventivo biennale risultano quindi troppo vaghe e pericolose per garantire una partecipazione diffusa e consapevole. Secondo quanto si prospetta, si prevede che non più del 5% degli aventi diritto opterà per l’adesione, a conferma di quanto il provvedimento sia percepito come rischioso e inadatto a risolvere le reali esigenze dei contribuenti.
L’Italia, da sempre caratterizzata da una burocrazia lenta e opprimente, continua a perpetuare un sistema fiscale che non solo non facilita l'adesione ai provvedimenti straordinari, ma che spesso rende complicato persino il rispetto delle regole ordinarie. In assenza di riforme strutturali che puntino a snellire la macchina burocratica e a fornire certezze normative, il rischio è che il concordato biennale si trasformi nell’ennesimo fallimento, con pochi contribuenti disposti a esporsi a rischi futuri per un beneficio percepito come minimo.

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB), nato come uno degli strumenti chiave su cui il governo italiano fa affidamento ...
17/10/2024

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB), nato come uno degli strumenti chiave su cui il governo italiano fa affidamento per reperire risorse destinate alla manovra finanziaria, sta incontrando numerosi ostacoli che rischiano di comprometterne l'efficacia. Nonostante le aspettative dell’esecutivo, l’adesione a questa misura da parte dei contribuenti si sta rivelando sorprendentemente bassa. Le ragioni di questo insuccesso sono numerose e riguardano sia aspetti tecnici che normativi, con ripercussioni significative per la sostenibilità del sistema fiscale e per il rapporto tra fisco e contribuenti.
Le principali criticità del Concordato Preventivo Biennale
1. Modifiche normative continue e incertezza applicativa
Uno dei problemi principali risiede nell’instabilità normativa che ha caratterizzato l’intero iter del CPB. La disciplina è stata soggetta a numerose modifiche in corso d’opera, l’ultima delle quali risale all’inizio di ottobre con l’approvazione del cosiddetto "decreto Omnibus". Quest’ultimo introduce una sorta di condono fiscale (ravvedimento speciale) riservato a chi decide di aderire al concordato, complicando ulteriormente il quadro. La costante revisione delle regole ha generato incertezza tra i professionisti del settore, rendendo estremamente difficile l’adeguamento dei sistemi informatici e l’analisi puntuale delle opportunità offerte dal CPB.
Questo scenario di incertezza normativa non solo disorienta i contribuenti, ma ostacola anche il lavoro di commercialisti e tributaristi, che devono gestire, in tempi brevissimi, una mole di dati e di aggiornamenti normativi complessi.
2. Difficoltà tecniche e disservizi digitali
A peggiorare la situazione contribuiscono i ripetuti disservizi riscontrati sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Molti professionisti non riescono nemmeno ad accedere al cassetto fiscale dei propri clienti, precludendo così la possibilità di elaborare le dichiarazioni e di valutare la convenienza del concordato. Il mancato caricamento dei dati necessari per il calcolo del "ravvedimento" speciale ha aggravato ulteriormente una situazione già complessa, con evidenti ripercussioni sulla capacità di fornire ai clienti un servizio adeguato e tempestivo.
3. Tempistiche insufficienti e richieste di proroga
La scadenza fissata al 31 ottobre 2024 per l’adesione al CPB è considerata dagli operatori del settore troppo ravvicinata, specialmente alla luce delle recenti modifiche legislative. Le principali associazioni di categoria dei Commercialisti hanno pertanto indetto uno sciopero che si protrarrà fino al 7 novembre, con l’obiettivo di ottenere una proroga del termine. La richiesta di proroga è stata sostenuta anche dall’Istituto nazionale tributaristi (Int), che ha evidenziato l’impossibilità, per i professionisti, di elaborare correttamente le nuove informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate e di integrare nei gestionali le modifiche normative in così breve tempo.
In un quadro di così elevate complessità tecniche e temporali, appare evidente che la scadenza attuale non permetta di analizzare, caso per caso, la reale convenienza dell’adesione al CPB, compromettendo di fatto la possibilità di raggiungere un livello accettabile di adesioni.
4. Scarsa adesione da parte dei contribuenti
Il risultato di queste criticità si riflette nello scarsissimo interesse mostrato dai contribuenti nei confronti del concordato. Secondo le stime fornite dai professionisti del settore, le adesioni attuali si collocano ampiamente al di sotto del 10%, segno di un evidente fallimento della misura. Le ragioni di questa scarsa partecipazione sono riconducibili non solo alle difficoltà operative, ma anche alla percezione di un’iniziativa che non offre reali vantaggi economici e che comporta un livello di complessità gestionale difficilmente sostenibile per i piccoli e medi imprenditori.
Le ripercussioni sul Tesoro e sulla politica fiscale
Il mancato successo del CPB rappresenta una grana non da poco per il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). La misura è strettamente legata alla legge di Bilancio, il che implica la necessità di ottenere dati certi entro tempi ben definiti. Il viceministro con delega al fisco, Maurizio Leo, ha escluso un rinvio, affermando che la raccolta di dati precisi è essenziale per la costruzione della manovra finanziaria. Tuttavia, il combinarsi di una scarsa adesione e di problematiche tecniche rischia di far fallire l’obiettivo di politica fiscale, con conseguenze dirette sulla capacità del governo di reperire le risorse necessarie per finanziare gli interventi previsti.
Riflessioni sulla costituzionalità e sulla strategia fiscale
Questa situazione si inserisce in un quadro più ampio di problematiche che avevamo già evidenziato in precedenti riflessioni. Continuiamo a nutrire forti dubbi sulla costituzionalità del Concordato Preventivo Biennale. Il sistema fiscale italiano sembra ormai orientato a soddisfare esclusivamente le esigenze immediate di cassa, senza alcuna considerazione per la sostenibilità a lungo termine delle imprese e senza un adeguato rispetto per i diritti dei contribuenti, come sancito dallo Statuto del Contribuente. La frequente modifica delle regole e la mancanza di una visione strategica coerente generano un clima di incertezza cronica, che danneggia gravemente il tessuto produttivo nazionale.
Il CPB è solo l’ultimo esempio di come il sistema fiscale italiano stia privilegiando l’urgenza di fare cassa a scapito di una pianificazione fiscale stabile e rispettosa dei diritti del contribuente. L’eccessiva complessità burocratica e l’instabilità normativa, unite alla scarsa trasparenza delle modalità di applicazione, rendono sempre più difficile per le imprese operare in un contesto prevedibile e gestibile. La continua violazione dei principi dello Statuto del Contribuente mina la fiducia nel sistema fiscale e compromette il rapporto tra cittadini e Stato, trasformando il fisco in un ostacolo anziché in uno strumento di sviluppo economico.
In conclusione, il flop del CPB non rappresenta solo un fallimento tecnico o organizzativo, ma mette in luce i limiti strutturali di un sistema fiscale che sembra aver perso la propria missione di servizio pubblico, sostituendola con un approccio emergenziale e orientato alla raccolta immediata di risorse, a discapito della sostenibilità e della trasparenza.

Immagine AI generata da DALL·E

Il “condono*” precompilato? *licenza poetico-tributariaLa novità in questione riguarda l’introduzione di una sanatoria p...
11/10/2024

Il “condono*” precompilato? *licenza poetico-tributaria

La novità in questione riguarda l’introduzione di una sanatoria precompilata per coloro che aderiscono al concordato. Lunedì prossimo, infatti, nel cassetto fiscale delle partite IVA sarà inserita una tabella con dati di base e il calcolo dell’imposta sostitutiva. Tale imposta consentirà di regolarizzare le posizioni fiscali riferite agli anni compresi tra il 2018 e il 2022.
Questa iniziativa rientra nel più ampio programma di semplificazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione, in cui il fisco assume un ruolo attivo nel fornire ai contribuenti strumenti più agevoli per sanare le proprie pendenze. La tabella sarà inserita nel cassetto fiscale, uno spazio virtuale riservato a ciascun contribuente sul portale dell’Agenzia delle Entrate, che consente di accedere a dati fiscali, ricevute e comunicazioni con l’amministrazione finanziaria.

La sanatoria si inserisce nell'ambito di un cosiddetto "ravvedimento speciale", ossia una misura straordinaria riservata ai soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale. Attraverso questo ravvedimento, le partite IVA potranno correggere irregolarità e omissioni fiscali relative agli anni 2018-2022, regolarizzando la propria posizione fiscale con il pagamento di un’imposta sostitutiva.

Un aspetto tecnico rilevante è che i dati saranno resi disponibili in formato .csv (comma-separated values). Questo formato, essendo elaborabile con strumenti di calcolo come fogli elettronici o software di gestione contabile, facilita l'analisi e la gestione delle informazioni per il contribuente o per il suo consulente fiscale.

La misura mira a semplificare la gestione dei rapporti con il fisco per le partite IVA e a incentivare l’adesione al concordato preventivo, fornendo un’opportunità di regolarizzazione agevolata. Tuttavia, come ogni sanatoria, il successo dell'iniziativa dipenderà dalla capacità del governo di rendere la procedura effettivamente accessibile e vantaggiosa per i contribuenti.

Il 3 ottobre 2024, il Direttore Generale dell'OAM (Organismo per la gestione degli elenchi degli Agenti in attività fina...
07/10/2024

Il 3 ottobre 2024, il Direttore Generale dell'OAM (Organismo per la gestione degli elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi), Federico Luchetti, è intervenuto presso la Camera dei Deputati per discutere sull'Atto del Governo n. 194. Questo atto prevede l'istituzione di un nuovo registro per gli Operatori Professionali in Oro (OPO), integrandolo con l'attuale Registro Compro-Oro, gestito dall'OAM.

Compiti dell'OAM e l'evoluzione normativa
L'OAM è l'organismo responsabile della gestione di vari registri, inclusi quelli degli Agenti in attività finanziaria, Mediatori creditizi, cambiavalute, operatori compro-oro, e altri soggetti del settore finanziario. Negli anni, il legislatore ha ampliato le sue competenze, rendendolo un ente autonomo con funzioni rilevanti nel controllo e gestione del settore.

L'Atto del Governo n. 194 rappresenta un ulteriore passo in avanti in questo processo evolutivo, puntando a creare un unico "Registro ORO" composto da due sezioni: una dedicata agli Operatori Compro-Oro (OCO) e una per gli Operatori Professionali in Oro (OPO). Questa unificazione mira a semplificare e centralizzare la gestione degli operatori nel settore dell'oro.

Criticità e proposte di integrazione
L'articolo 1 dello schema di decreto legislativo prevede l'applicazione automatica della normativa attuale sui Compro-Oro (Dlgs 92/2017) agli OPO. Tuttavia, questa trasposizione potrebbe risultare in difficoltà operative, considerando le differenze strutturali tra le due categorie di operatori. Ad esempio, alcuni obblighi imposti ai Compro-Oro, come la comunicazione di dati sui preposti delle sedi operative o l'uso di conti correnti dedicati, potrebbero non essere facilmente applicabili agli OPO.

Luchetti suggerisce che le Commissioni valutino l'opportunità di limitare l'applicazione delle norme del Dlgs 92/2017 agli OPO solo nei casi compatibili, rinviando eventuali chiarimenti a un successivo decreto ministeriale.

Nuovi obblighi e gestione del Registro
Attualmente, il registro Compro-Oro conta 3.789 iscritti, mentre 684 operatori sono registrati come OPO presso la Banca d'Italia. Tuttavia, con l'entrata in vigore del nuovo decreto, l'OAM sarà responsabile della verifica dei requisiti per l'iscrizione al nuovo Registro OPO. Tra i requisiti principali ci sono la forma giuridica delle società, l'oggetto sociale legato al commercio dell'oro e i requisiti di onorabilità degli amministratori e dipendenti.

L'OAM dovrà garantire la trasparenza e l'accessibilità dei dati nel registro pubblico e provvedere alla tempestiva comunicazione delle cancellazioni o sospensioni agli organi competenti, come Guardia di Finanza e Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Tempistiche e implementazione del nuovo Registro
La proposta iniziale prevede l'avvio del nuovo registro entro tre mesi dall'entrata in vigore del decreto. Tuttavia, l'OAM ritiene più opportuno estendere questo termine a quattro mesi per consentire l'adeguamento dei sistemi informatici necessari. La gestione informatizzata sarà cruciale per garantire aggiornamenti in tempo reale, accesso sicuro ai dati e un'efficace interfaccia con le autorità pubbliche.

L'implementazione del Registro OPO richiederà inoltre l'adeguamento di numerosi processi, tra cui l'iscrizione, la gestione contributiva e il controllo degli iscritti. L'OAM applicherà i principi di sicurezza informatica e privacy by design, garantendo che i trattamenti dei dati siano conformi alle normative vigenti.

Considerazioni finali
L'istituzione del Registro OPO segna un passo importante per l'organizzazione e la supervisione degli operatori nel settore dell'oro. Tuttavia, data la complessità del processo e la necessità di coordinare l'informatizzazione con le normative esistenti, l'OAM propone un allungamento delle tempistiche e maggiori dettagli normativi per garantire un'applicazione efficace e conforme alle aspettative del mercato e delle autorità competenti.

Indirizzo

Regione Caseppa, 10
Rivalba
10090

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Scirpoli & Co. - Accounting, Tax & Management Advisory Services pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Our Story

Certified UNI 11511:2013 Tax Expert (FAC Certifica/Accredia n. 211) Req. Form SK06 Accountant & Qualified LAPET Tax Management Consultant L. 4/2013 (I) CAF Tributaristi e CAF TFdI: Admin in Peripheral Competence Centre for Advanced Cloud Unit Payroll Services [CWBPS] Specialist Advisor for Luxury Markets B2C Companies & BankItalia Licensed OPO Professional Gold Operator Data Processing Center Supervisor for Business Innovators & Start Up PMI's Corporate Governance, Compliance & ICT Integration