03/06/2026
Se hai acquistato e già saldato un pacchetto turistico e poco prima della partenza una malattia improvvisa ti impedisce di viaggiare, la situazione non va archiviata d’ufficio come una rinuncia volontaria.
La Cassazione ha chiarito che, davanti a una malattia seria, sopravvenuta e documentata, può ve**re meno lo scopo stesso del contratto di viaggio. Un pacchetto turistico tiene insieme volo, hotel e altri servizi con un obiettivo preciso: consentire al viaggiatore di godere davvero della vacanza, di quel periodo di relax, svago e riposo per cui ha pagato. Quando la malattia rende impossibile partire o vivere il viaggio, e l’impedimento sfugge alla volontà di chi parte, il tour operator non può limitarsi ad applicare le penali di una normale disdetta. Qui si apre il diritto a chiedere il rimborso di quanto versato: l’evento è imprevedibile, indipendente dalla scelta del viaggiatore e svuota di senso la finalità del contratto.
𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐨̀. 𝐃𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚. 𝐋𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚, 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚, meglio con un certificato medico che attesti l’incompatibilità con la partenza o la necessità di riposo. Solo con questi elementi il viaggiatore ha basi solide per contestare le penali e ottenere la restituzione delle somme pagate.
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