25/07/2025
“GUIDA PRATICA ALL’INVESTIMENTO CONSAPEVOLE” N. 3 *
Siamo giunti alla terza tappa del percorso verso un investimento consapevole. Nelle prime due abbiamo introdotto i concetti di rischio, tempo, rendimento e invitato ad analizzare bene le proprie caratteristiche e definire i propri obiettivi prima di valutare un investimento finanziario. La strada migliore non parte mai dal prodotto che è solo un mezzo per soddisfare i nostri desideri o le nostre necessità. L’incapacità degli italiani a ragionare in termini di obiettivi e di tempo, fa perdere tantissime opportunità e brucia ricchezze considerevoli. Ingenti somme restano per anni parcheggiate in conto corrente o in titoli a brevissima scadenza, remunerate ad un tasso inferiore all’inflazione che ne erode il valore reale. Perdite anche importanti si realizzano a causa di strumenti venduti prima del momento in cui ne avremmo avuto davvero bisogno.
Il mio auspicio è che si possa arrivare ad un vero e proprio cambio di paradigma, invertendo il percorso che purtroppo parte ancora dal prodotto per arrivare in modo generico e superficiale all’investitore. Si tratta di dar vita ad un nuovo umanesimo, porre l’uomo(investitore) al centro. Scegliere il prodotto in base alla sua capacità di realizzare i nostri obiettivi. Partire sempre da noi mai dal prodotto. Seguire questo processo fornisce una bussola che ci consente di non perdere mai l’orientamento neppure nelle situazioni più difficili che periodicamente si presentano.
Se investiamo assegnando un corretto orizzonte temporale, diverso per ciascun obiettivo, le altalene dei mercati possono diventare ottime opportunità di acquisto a prezzi d’occasione.
In ogni caso il rischio principale che preoccupa un investitore è quello di perdere il valore nominale del capitale: investo 100 e me ne ritrovo 70. Ma per quali motivi rischio di perdere? A quali rischi sono esposto.
Come per il colesterolo, esiste il rischio buono e quello cattivo: il rischio sistematico è quello buono, legato alle normali oscillazioni del mercato in cui si investe, è calcolabile statisticamente ed è il motore che genera il rendimento. Dunque non solo è ineliminabile ma io oserei dire, è auspicabile.
Quello cattivo, assolutamente da evitare è il rischio specifico, legato alla specificità del singolo titolo, compro Parmalat e fallisce, perderò a prescindere se la borsa italiana è andata bene o male.
La diversificazione ci consente di ridurre il rischio. Stiamo parlando del sacro graal del risparmiatore, la massima ambizione di tutti coloro che per professione si occupano di gestire portafogli. "Ed è compito dell'uomo saggio pensare oggi al domani e non mettere tutte le sue uova nello stesso paniere"Miguel Cervantes de Saavedra, Le straordinarie avventure dell'ingegnoso hidalgo Don Chisciotte della Mancia, (1606).
Alla prossima puntata.
* Articolo del settembre 2011, tratto dalla rubrica che tenevo per una rivista. Depurato da qualche scoria del passato che ne dite è ancora attuale?