06/11/2025
Obbligo di collegamento POS-casse, cosa fare quando ci sono più collegamenti elettronici
Dal 1° gennaio 2026 il POS e il Registratore telematico devono essere obbligatoriamente collegati. Cosa fare in presenza di più POS.
Autore: Martina Giampà
L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 424470 pubblicato nei giorni scorsi ha dato attuazione alle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2025 (art. 1, co. 74 e 77, L. 207/2024) con riferimento alla piena integrazione e interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico.
Dal 1° gennaio 2026 il dispositivo hardware o software utilizzato per accettare pagamenti elettronici deve essere collegato con lo strumento di certificazione dei corrispettivi. La logica è semplice: se con quello strumento si incassa un pagamento elettronico tramite un prestatore di servizi di pagamento (PSP) autorizzato, lo strumento va collegato a un registratore telematico (RT). Ma si possono collegare più POS allo stesso registratore telematico?
Abbinamento POS e registratori di cassa
L’associazione dei dispositivi deve essere effettuata per tutti gli strumenti di pagamento elettronico, ovvero gli strumenti hardware o software mediante i quali sono accettati i pagamenti elettronici relativi a prestatori di servizi di pagamento, ovvero i soggetti di cui all’articolo 1, co. 1, lettera g), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, autorizzati a svolgere la propria attività nel territorio nazionale e che, mediante un contratto di convenzionamento, consentono l’accettazione dei pagamenti elettronici.
Per “strumento di pagamento elettronico” si intende qualunque dispositivo o procedura concordata con un PSP per disporre operazioni: dal POS da banco a quello mobile, fino ai software POS e ai gateway online usati nel punto vendita. Il requisito chiave è il convenzionamento con un PSP abilitato in Italia (banche, istituti di pagamento). In assenza di un PSP autorizzato, lo strumento non può essere associato perché non genera operazioni riconducibili al circuito regolato.
Come si fa l’associazione in fatture e corrispettivi
Il collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e registratori dei corrispettivi deve essere eseguito solo tramite le funzioni web dell’area riservata “Fatture e Corrispettivi”. Gli obbligati devono indicare l’identificativo univoco di ogni POS (o altro strumento) e abbinarlo al registratore telematico, specificando anche l’indirizzo dell’unità locale in cui lo strumento è utilizzato. In caso di più POS vale la stessa regola. L’operazione può essere svolta dal titolare oppure da un delegato tramite il servizio “Accreditamento e censimento dispositivi”.
Per i POS con contratto di convenzionamento attivo a gennaio 2026, l’abbinamento va effettuato entro 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio web, data che sarà comunicata dall’Agenzia. Per i contratti successivi al 31 gennaio 2026, la registrazione è possibile dal 6° giorno del secondo mese successivo alla data di disponibilità del POS ed entro l’ultimo giorno lavorativo di quello stesso mese; il sabato è considerato non lavorativo.
Ad esempio se un nuovo POS è disponibile dal 1° febbraio e collegato a un registratore telematico, la registrazione dell’abbinamento, tramite il servizio web nell’area riservata, potrà essere effettuata dal 6 aprile ed entro il 30 aprile.
Dunque, la memorizzazione puntuale dei pagamenti elettronici va effettuata contestualmente alla registrazione della vendita o della prestazione tramite il registratore telematico. Nel documento commerciale devono comparire le modalità di pagamento adottate e il relativo importo. I dati così acquisiti sono trasmessi quotidianamente all’Agenzia delle Entrate in forma aggregata, secondo le specifiche tecniche previste per i registratori telematici.
Abbinamento di più POS a un solo Registratore Telematico
Per verificare che il Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) sia autorizzato, è possibile consultare la sezione pubblicato “Albi ed elenchi di vigilanza” della Banca d’Italia. La colonna “Codice Mec. (Codice BI)” riporta il codice meccanografico attribuito dall’Istituto a ciascun intermediario, utile per identificare senza ambiguità la controparte del contratto di convenzionamento.
Quanto ai dubbi operativi più frequenti: è possibile associare più POS a un solo RT. La regola chiede di registrare ogni strumento di pagamento (ciascuno con il suo identificativo) in abbinamento al medesimo RT dell’unità locale in cui lo si usa; ciò vale anche se i POS appartengono a banche/PSP diversi o se affianchi un POS fisico a un softPOS. Conta che gli incassi confluiscano correttamente nella certificazione dei corrispettivi dell’RT indicato e che i dati di unità locale e PSP siano coerenti.
Caso pratico
Un negozio “X” ha un 1 RT e usa 3 POS: uno di Banca A, uno di PSP B e un softPOS sullo smartphone. Nell’area riservata “Fatture e Corrispettivi” il titolare registra ciascun POS con il suo ID e li abbina allo stesso RT dell’unità locale selezionando la via.
Il POS Banca A è disponibile dal 1° febbraio 2026: l’abbinamento di effettua dal 6 aprile al 30 aprile 2026. Il softPOS si attiva il 10 marzo 2026 si registra dal 6 maggio all’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.
In cassa, ogni incasso (da qualunque POS) viene registrato dall’RT: sul documento commerciale compaiono metodo di pagamento e importo; i dati sono poi trasmessi giornalmente all’Agenzia.
In conclusione, più POS su un solo RT sono ammessi, purché tutti censiti e coerenti con la stessa unità locale.
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