09/07/2026
📌 La consulenza continuativa non comprende automaticamente ogni attività del commercialista.
Una verifica fiscale, un accesso della Guardia di Finanza o un’attività di assistenza straordinaria possono costituire un incarico autonomo e dare diritto a un compenso ulteriore, anche in presenza di un contratto di consulenza annuale a forfait.
È questo il principio che emerge dall’ordinanza della Corte di Cassazione n. 22908/2026, secondo cui occorre distinguere tra:
🔹 consulenza aziendale continuativa e generica, remunerata con il compenso periodico concordato;
🔹 prestazioni straordinarie, rese per affrontare problematiche specifiche, eccezionali o imprevedibili, che possono essere oggetto di una distinta remunerazione.
La decisione richiama un tema spesso sottovalutato: il valore della lettera di incarico.
Un incarico ben redatto, che individui con precisione le attività comprese nel compenso e quelle escluse, tutela entrambe le parti, riduce il rischio di contenzioso e consente di riconoscere il giusto valore alle prestazioni professionali più complesse.
⚖️ La pronuncia non afferma che ogni verifica fiscale comporti automaticamente un compenso aggiuntivo. Stabilisce, però, un principio di rilievo: le attività straordinarie non possono essere considerate, per definizione, ricomprese nella consulenza ordinaria. Saranno il contenuto del contratto, la natura della prestazione e le circostanze concrete a determinarne la remunerabilità.
Una decisione destinata ad avere un impatto significativo sulla predisposizione degli incarichi professionali e sulla gestione del rapporto tra commercialista e cliente.