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Studio Mese - Consulenza Patrimoniale Studio Mese è uno studio di consulenza patrimoniale a Caserta, al fianco di famiglie e imprenditori dal 2014. Pianificazione finanziari

Aiutiamo a costruire, proteggere e trasmettere il patrimonio con un metodo chiaro: prima ascoltiamo, poi pianifichiamo.

A due settimane dal voto americano di metà mandato, rimettiamo in fila che cosa è successo all'economia mondiale, con ca...
22/10/2026

A due settimane dal voto americano di metà mandato, rimettiamo in fila che cosa è successo all'economia mondiale, con calma.
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Da una parte i dazi americani, che hanno cambiato più volte regole: il 20 febbraio la Corte Suprema ha stabilito che la legge sui poteri di emergenza non permette di imporre dazi, e da luglio se ne applicano altri su un'altra base di legge.
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Dall'altra la guerra in Iran, iniziata alla fine di febbraio, che ha messo in difficoltà lo Stretto di Hormuz: nel 2025 vi è passato circa un quarto del petrolio trasportato via mare e un quinto del gas liquefatto. Quando il transito si interrompe, i costi dell'energia salgono su trasporti, produzione e agricoltura, e poi sui prezzi di molti beni.
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Il risultato: il FMI stima l'inflazione globale al 4,7% nel 2026; a settembre è al 3,8% nell'area euro e al 4,2% in Italia, con l'energia come voce principale. Nessuna statistica separa con precisione l'effetto dei dazi da quello della guerra.
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Sono fatti, non giudizi. Il modo migliore per leggerli è partire dai propri obiettivi e dalla propria famiglia, non dall'ultima notizia.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/dazi-usa-guerra-iran-economia-mondiale/
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Se vuoi ragionarne con calma, scrivici in privato o contattaci dal sito.
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E voi, quale rincaro di questi mesi avete notato di più: carburante, bolletta o spesa?

Dazi USA e guerra in Iran: come l'energia, i prezzi e i tassi hanno cambiato l'economia mondiale, spiegato con i dati ufficiali di FMI, AIE, CBO e Istat.

Entro il 2050 il Mezzogiorno potrebbe perdere circa 3 milioni di abitanti, il Nord circa 300 mila. È la fotografia di du...
15/10/2026

Entro il 2050 il Mezzogiorno potrebbe perdere circa 3 milioni di abitanti, il Nord circa 300 mila. È la fotografia di due Italie diverse dentro la stessa previsione dell'Istat.
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Le previsioni demografiche pubblicate il 31 agosto, nello scenario mediano, portano il Nord da 27,5 a 27,2 milioni di abitanti (circa -1%) e il Mezzogiorno da 19,7 a 16,7 milioni (circa -15%). Nel Mezzogiorno cambia anche la composizione delle famiglie: i componenti medi scendono da 2,29 a 2,00 e le coppie con figli dal 31,2% al 22,4%.
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Oggi in Italia ci sono 35,6 milioni di abitazioni. Quelle occupate da residenti sono il 68,2% nel Sud e il 77,1% nel Nord-est; le altre comprendono anche le seconde case. Le abitazioni, inoltre, valgono il 44,3% della ricchezza lorda delle famiglie italiane (Istat e Banca d'Italia, dati 2024).
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Il punto che ci sembra più utile ricordare è semplice: una media nazionale copre territori molto diversi, e le proiezioni descrivono scenari, non prezzi né mercati. Partire dalla propria famiglia, dal proprio territorio e dai propri obiettivi è un metodo che regge anche quando cambiano i titoli.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/previsioni-demografiche-istat-nord-sud-abitazioni/
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Le famiglie italiane, nel secondo trimestre 2026, hanno risparmiato il 6,7% del loro reddito. Tre mesi prima era il 7,9%...
07/10/2026

Le famiglie italiane, nel secondo trimestre 2026, hanno risparmiato il 6,7% del loro reddito. Tre mesi prima era il 7,9%.
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Lo ha pubblicato l'Istat il 5 ottobre. Il reddito disponibile è salito dello 0,4% sul trimestre, mentre i consumi sono cresciuti dell'1,7%: quando la spesa corre più del reddito, la quota che resta si restringe.
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C'è poi un secondo numero da guardare: i prezzi di ciò che le famiglie comprano sono saliti dell'1,4%, e il potere d'acquisto, cioè il reddito misurato in termini reali, è sceso dello 0,9%.
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Il punto che ci sembra più utile ricordare è semplice: è una media nazionale, non una famiglia. Dice in che direzione si muovono reddito, spesa e prezzi; non dice dove si trovano i conti di casa di ciascuno, e nessuna media può dirlo al posto dei suoi numeri.
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Conoscere i propri numeri e i propri obiettivi è un metodo che si riguarda quando i dati generali cambiano. Non si rifà da zero a ogni titolo di giornale.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/propensione-al-risparmio-famiglie-istat/
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Propensione al risparmio delle famiglie al 6,7% nel secondo trimestre 2026: i dati Istat su reddito, consumi e potere d'acquisto, spiegati.

Il deficit italiano del 2025 è al 3,1% del PIL. La soglia europea è al 3%.⁠Sembra uno 0,1% da addetti ai lavori, ma vale...
01/10/2026

Il deficit italiano del 2025 è al 3,1% del PIL. La soglia europea è al 3%.
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Sembra uno 0,1% da addetti ai lavori, ma vale circa 2,3 miliardi di euro, e pesa sull'uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
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L'Istat ha confermato il dato il 22 settembre: 3,1% nel 2025, contro il 3,4% del 2024. Al netto degli interessi sul debito i conti sono in avanzo (+0,8% del PIL), mentre la pressione fiscale è salita al 42,9%, 0,7 punti in più, perché le entrate fiscali e contributive sono cresciute più dell'economia.
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Da qui parte la manovra 2027. Il 2 ottobre il governo deve presentare alle Camere il Documento programmatico di finanza pubblica; il 9 ottobre c'è l'Ecofin; il 15 il documento di bilancio va alla Commissione europea; entro il 20 il disegno di legge arriva in Parlamento; il 31 dicembre è il termine per l'approvazione.
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Il punto che ci sembra più utile ricordare è semplice: il testo di ottobre non è quello di dicembre. Nelle settimane in Parlamento le misure possono cambiare, e molte famiglie si fermano ad aspettare anche per decisioni che con quella norma c'entrano poco.
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Un piano costruito sugli obiettivi si riguarda quando cambia la regola. Non si rifà da zero a ogni titolo di giornale.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/manovra-2027-conti-pubblici-date-ottobre/
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Manovra 2027: deficit 2025 al 3,1% del PIL, procedura europea e calendario di ottobre. I numeri Istat da cui parte la legge di bilancio, spiegati.

Ieri abbiamo scritto che la manipolazione non sceglie le persone ingenue. Sceglie i momenti.⁠Oggi i giornali raccontano ...
25/09/2026

Ieri abbiamo scritto che la manipolazione non sceglie le persone ingenue. Sceglie i momenti.
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Oggi i giornali raccontano un caso che lo conferma.
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Il presidente di una banca italiana riceve un messaggio WhatsApp che sembra arrivare dal vertice del suo gruppo. Poco dopo lo chiama un avvocato d'affari che conosce, con una voce clonata dall'intelligenza artificiale. La richiesta è urgente: una serie di bonifici per non perdere un'operazione all'estero.
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Escono circa 95 milioni. Grazie alla collaborazione tra banche di diversi Paesi, buona parte viene recuperata. Ne mancano ancora circa 36, spariti nella conversione in criptovalute.
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1 — Nessuno è troppo esperto. La truffa non ha forzato alcun sistema: ha convinto una persona.
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2 — Un messaggio e una telefonata che si confermano a vicenda non sono una verifica. Lo è richiamare a un numero che si conosce già.
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3 — L'urgenza è il segnale. Cambiano le cifre, non il meccanismo: è la stessa leva della finta banca o del finto figlio.
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Secondo la Banca d'Italia, nel 72% del valore dei bonifici fraudolenti è la vittima stessa a disporre il pagamento.
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I dati e le regole indicate dalle autorità sono nel nostro articolo: https://www.studiomese.it/frodi-da-manipolazione-bonifici-2026/
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E voi, in famiglia o in azienda, avete una regola condivisa per i bonifici urgenti?

Frodi da manipolazione: nel 72% dei bonifici fraudolenti è la vittima a disporre il pagamento. I dati Banca d'Italia, l'IA e le regole contro la fretta.

24/09/2026

C'è una truffa che non ha bisogno di rubarvi la password: le basta convincervi a fare il bonifico.
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Secondo l'ultimo rapporto della Banca d'Italia, nel secondo semestre 2025 le frodi "da manipolazione" hanno rappresentato il 72% del valore dei bonifici fraudolenti. Sei mesi prima erano il 58%.
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Funziona così: una telefonata da un numero che sembra quello della banca, un messaggio di un figlio "che ha cambiato numero", una richiesta urgente di spostare il denaro per metterlo al sicuro. È la persona stessa a disporre il pagamento e a inserire i codici.
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Il 10 settembre la Consob ha segnalato un'ulteriore evoluzione: voci, video e immagini generati con l'intelligenza artificiale, anche di personaggi famosi. E dal 5 all'11 ottobre la World Investor Week, la settimana internazionale dedicata alla tutela dei risparmiatori, metterà al centro proprio l'inganno digitale.
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Il filo comune è sempre la fretta. Le indicazioni delle autorità vanno tutte nella stessa direzione: interrompere la chiamata e richiamare a un numero già noto, non comunicare mai codici o password, concordare in famiglia una "parola sicura".
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Sono regole semplici, che funzionano solo se decise prima di averne bisogno. Metterle in fila, con calma, è un lavoro che si può fare insieme.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/frodi-da-manipolazione-bonifici-2026/
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17/09/2026

Il ventenne spericolato e il sessantenne prudente? I dati dicono il contrario.
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L'Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, presentata il 15 settembre dal Centro Einaudi, misura quante persone non vogliono correre rischi per ogni persona disposta a correrne.
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Nel 2026 il rapporto è 33,6, il valore più alto di sempre. Era 8,1 nel 2017 e 20,5 appena l'anno scorso.
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Ma il dato che colpisce di più è un altro: tra i 18-24enni il rapporto è di 84 a 1. Sono la fascia più prudente dell'intero campione, l'opposto di quanto prevede la teoria del ciclo di vita.
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Un numero aiuta a capire il perché: solo il 47% dei 18-24enni dichiara piena indipendenza economica, contro l'88% di chi ha tra i 55 e i 64 anni. Quando il breve periodo non è stabile, ragionare sul lungo diventa difficile.
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Nel frattempo gli italiani continuano a mettere da parte: il 56% ci riesce, in media l'11,9% del reddito disponibile. Le motivazioni parlano chiaro: precauzione 40%, pensione 19%, casa 19%, figli 11%.
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E quando si tratta di decidere, il passaggio più difficile non è scegliere gli strumenti (29,4%): è valutare il rischio, indicato dal 50,3%.
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Quella che chiamiamo prudenza, molto spesso, è un'incertezza che non è ancora stata messa in numeri. Metterla in ordine è un lavoro che si può fare, e si fa insieme.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/avversione-al-rischio-2026-giovani-risparmiatori/
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10/09/2026

Quanto costa il cambiamento climatico? Nel 2026 una risposta in euro esiste: fino a 180 miliardi per l'Unione europea, in un anno solo.
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E' una cifra dello stesso ordine di grandezza dell'intera crescita prevista per l'anno, stimata all'1,1% dalla Commissione europea. In pratica, il clima si sta mangiando quasi tutta la crescita attesa.
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La voce piu' pesante non e' quella che si immagina: e' il calo della produttivita' del lavoro, che da solo vale circa lo 0,6% del PIL europeo. La capacita' lavorativa diminuisce oltre i 25-30 gradi, e non riguarda solo i mestieri all'aperto.
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Per l'Italia il danno immediato stimato e' di circa 22 miliardi, quanto una manovra di bilancio. La siccita' ha interessato oltre il 60% del territorio e il Po ha perso il 65% della portata media. Tratteniamo solo l'11% dell'acqua piovana che cade.
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Il punto non e' allarmarsi per la prossima estate: e' capire che non si tratta di un evento, ma di una direzione che agisce sul lungo periodo. Ed e' esattamente l'orizzonte su cui si giocano le decisioni patrimoniali importanti.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/costo-economico-clima-2026-pil-italia-europa/
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L'inflazione italiana ad agosto è salita al 3,3%. Ma nello stesso comunicato ISTAT c'è un secondo numero, molto meno cit...
03/09/2026

L'inflazione italiana ad agosto è salita al 3,3%. Ma nello stesso comunicato ISTAT c'è un secondo numero, molto meno citato: 1,5%.
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Stesso mese, stessa rilevazione. Perché due numeri così diversi?
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Il primo è l'indice generale: misura tutto il paniere, energia compresa. Ad agosto è passato da +2,9% a +3,3% su base annua. Nell'area euro il dato è identico, ed è il più alto da quasi tre anni.
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Il secondo è l'inflazione di fondo: si calcola togliendo energia e alimentari freschi, cioè le voci che oscillano di più. Ad agosto è scesa all'1,5%.
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La differenza la spiega una sola voce. I prezzi dei beni energetici sono passati da +11,6% a +17,0% in un mese, mentre il carrello della spesa è rimasto fermo a +1,0%.
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Tradotto: i prezzi non stanno salendo dappertutto. Sta salendo l'energia, e trascina l'indice generale.
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Il 10 settembre la BCE si riunisce con entrambi i numeri sul tavolo.
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Intanto un terzo dato riguarda chi tiene i risparmi fermi sul conto: l'inflazione acquisita per il 2026 è già al 2,9%, cioè quello che l'anno registrerebbe anche se i prezzi non si muovessero più da qui a dicembre. Su 50.000 euro significa circa 1.450 euro di potere d'acquisto in meno in dodici mesi, senza che il saldo cambi di un centesimo.
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Il punto non è indovinare cosa deciderà Francoforte. È sapere in anticipo quale parte dei propri risparmi ne risente: è esattamente quello che fa un piano costruito con un consulente patrimoniale.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/inflazione-agosto-2026-indice-generale-inflazione-fondo/
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Settembre non è un mese come gli altri, per chi ha dei risparmi.⠀Tra la fine di agosto e il 30 settembre si concentrano ...
27/08/2026

Settembre non è un mese come gli altri, per chi ha dei risparmi.
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Tra la fine di agosto e il 30 settembre si concentrano quattro appuntamenti che toccano la rata del mutuo, il rendimento della liquidità e le scadenze da non dimenticare.
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Le date, in breve.
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Fine agosto: l'ISTAT diffonde la stima preliminare dell'inflazione di agosto. A luglio il dato definitivo è stato rivisto al rialzo, dal 2,8% al 2,9%.
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10 settembre: si riunisce la BCE con le nuove proiezioni. I mercati si aspettano in larga parte un rialzo di 0,25%, che porterebbe il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%.
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Prima metà di settembre: il Tesoro annuncia di solito con una o due settimane di anticipo gli eventuali collocamenti di titoli di Stato dedicati ai risparmiatori.
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30 settembre: scadenza per il 730 integrativo e, per chi presenta il 730, per la dichiarazione degli investimenti detenuti all'estero.
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Su un mutuo variabile da 126.000 euro a 25 anni, i rialzi attesi entro dicembre valgono circa 52 euro in più al mese.
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Il punto è semplice: nessuna di queste date chiede una decisione il giorno stesso. Chiedono di arrivarci preparati. È esattamente quello che fa un piano costruito con un consulente patrimoniale.
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Approfondimento completo sul blog: https://www.studiomese.it/quattro-date-settembre-2026-risparmi/
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Indirizzo

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Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
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