16/10/2026
«Non sarai sempre il più forte o il più veloce. Quindi sii il più intelligente.»
Ho aperto il nostro Convegno di Capri con questo insegnamento di Ulisse, che ritroviamo nell’Odissea di Nolan. L’intelligenza artificiale ci chiama a esercitare fino in fondo la responsabilità di scegliere. Per l’Europa significa costruire una propria filiera tecnologica, superando una frammentazione che regala vantaggi ai nostri concorrenti e alimenta le nostre dipendenze. Per l’Italia significa decidere dove possiamo costruire leadership, portando l’AI nelle macchine che produciamo e vendiamo nel mondo e accelerando la ricerca nella farmaceutica, nelle biotecnologie, nella chimica. Abbiamo un patrimonio industriale e scientifico su cui investire. La possibilità di farlo dipende anche da energia competitiva, capitali e tempi amministrativi compatibili con quelli dell’innovazione.
È questa la visione da cui nasce il Piano ITAL.IA 2030 che abbiamo presentato oggi. Proponiamo:
➡️ Un AI Adoption Act che metta a sistema ricerca, incentivi e infrastrutture per accompagnare soprattutto le PMI nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
➡️ La creazione di una ZES-IA per convogliare investimenti pubblici e privati nell’intelligenza artificiale, anche attraverso un canale semplificato e strumenti finanziari specifici per startup e imprese innovative.
➡️ Il progetto 500 Talenti per l’AI, con 100 persone ogni anno, per cinque anni, da accompagnare in percorsi di alta specializzazione nei migliori centri internazionali, con un patto di rientro definito fin dall’inizio.
➡️ Un Alfabeto nazionale dell’intelligenza artificiale per dare a studenti e insegnanti una base comune di conoscenze. All’università dobbiamo puntare sulla doppia competenza, integrando percorsi umanistici e scientifici.
➡️ Torniamo sulla nostra proposta di un regime IRPEF agevolato per gli under 35, con un’esenzione decrescente nei primi cinque anni dal primo impiego, fino a 50mila euro di reddito, dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto.